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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

09
Settembre
2021

Il Tribunale di Bologna chiarisce la portata dell’art. 5 comma 1 bis D. Lgs 28/2010, ai fini dell’assolvimento della condizione di procedibilità;

Tribunale. Bologna, n.1833/2021 del 28.07.2021

ALTRA ESEMPLARE PRONUNCIA DEI GIUDICI PER CHI NON SI PRESENTA IN MEDIAZIONE O NON CONTINUA LA STESSA, I GIUDICI SONO STUFI GIUSTAMENTE;

Sintesi: Con una recentissima pronuncia il Tribunale di Bologna aggiunge un importante tassello nell’ondivaga interpretazione dell’art. 5 co. 1 bis del D. Lgs. 28/2010 e lo fa inserendosi nella corrente giurisprudenziale che via via si sta affermando come prioritaria, sostenendo senza mezzi termini la necessità dell’effettivo avvio della mediazione, perché la condizione di procedibilità possa dirsi soddisfatta.
La fattispecie esaminata dal Giudice bolognese concerne l’opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto da una banca per il mancato incasso del residuo capitale di € 27.338,32, oltre interessi e spese liquidate, nei confronti di un soggetto cui aveva concesso un finanziamento.
Nell’atto di citazione, tra i vari motivi di opposizione, l’opponente eccepiva il mancato esperimento del tentativo di mediazione obbligatoria.
Il contraddittorio si radicava correttamente con la costituzione della banca, che svolgeva delle vigorose difese nel merito, contrastando le tesi avversarie.
Il giudice, concessa la provvisoria esecuzione del decreto, fissava dunque i termini per l’esperimento del procedimento di mediazione, che si concludeva negativamente.
Alla ripresa del processo la parte opponente contestava la ritualità del procedimento di mediazione, invocando conseguentemente la revoca del decreto opposto, per due ordini di motivi:

  1. perché la mediazione era stata avviata da essa opponente e non già dall’opposta, in contrasto con il principio sancito dalle Sezioni Unite;
  2. per la mancata partecipazione personale della parte, che si era fatta sostituire dal proprio difensore.

Il Giudice riservava la decisione all’esito della causa, che veniva compiutamente istruita, anche con l’esperimento di una CTU.
La sentenza pronunziata a definizione della causa riveste particolare interesse per il rilievo pratico di entrambi i profili di doglianza sollevati dall’opponente e per le conseguenze giuridiche che dalla loro soluzione scaturiscono.
Il Tribunale di Bologna, infatti, dapprima chiarisce che la nota sentenza delle SS.UU. n. 19596 del 18.9.2020, che onera l’opposto dell’avvio del procedimento di mediazione, sanzionandone l’inerzia con la revoca del decreto ingiuntivo, trova applicazione esclusivamente nel caso in cui la mediazione non venga avviata (o venga avviata tardivamente rispetto ai termini concessi) e non già qualora venga comunque instaurata, ancorché dalla parte non in tal senso gravata.
Il principio enucleato dalle SS.UU., dunque, soccorre nel caso in cui, a fronte del mancato avvio della mediazione, il Giudice debba individuare il responsabile sul quale far ricadere la conseguenza dell’improcedibilità che, nel caso di opposizione a decreto ingiuntivo, nell’incertezza regnante prima della pronunzia del 2019, comportava, a seconda dell’orientamento del Giudice, o la conferma del decreto ingiuntivo e il rigetto dell’opposizione, ovvero la revoca del decreto ingiuntivo, come poi definitivamente stabilito con l’individuazione dell’opposto quale parte onerata.
Il principio non trova applicazione, al contrario, nel caso in cui la mediazione venga avviata, anche se ad opera dell’opponente.
La seconda questione preliminare sollevata dall’opponente, relativa all’irritualità della partecipazione del difensore in luogo della parte è stata risolta dal Tribunale bolognese sulla scia dell’ormai noto arresto Cass. n. 18068/2019: esaminata la procura notarile rilasciata dalla parte al difensore e rilevatane la portata sostanziale, ha infatti affermato che quest’ultimo fosse correttamente dotato di ogni potere per condurre la mediazione ed eventualmente concludere l’accordo e, pertanto, in grado di sostituire efficacemente la propria assistita.
Al contrario, e in questo sta la valenza della sentenza in esame, poiché dal verbale di mediazione emergeva che il difensore della parte opposta aveva rifiutato di avviare la mediazione e di superare così il primo incontro informativo per entrare nel vivo del procedimento, il Giudice Bolognese ha ritenuto non soddisfatta la condizione di procedibilità, chiarendo che per “primo incontro”, ai sensi dell’art. 5, co. 1 bis del D. Lgs. 28/2010 deve intendersi non già quello preposto dal legislatore a soli fini informativi, bensì il primo incontro di mediazione vera e propria, che, pertanto, deve necessariamente venire avviata.
E’ dunque indispensabile che le parti si adoperino davvero, con serietà e partecipazione e con l’aiuto del mediatore, per giungere ad una soluzione conciliativa della lite, affrontando concretamente il merito della lite.
Solo nel caso in cui l’accordo non venga raggiunto nonostante l’esperimento di un serio e reale tentativo di mediazione, la condizione di procedibilità può considerarsi positivamente avverata.
Conseguenza diretta della avventata decisione della parte opposta di non impegnarsi nella mediazione è stata la declaratoria di improcedibilità della domanda e la revoca del decreto ingiuntivo.
Stante l’esistenza di orientamenti difformi, sono state compensate le spese.
Il pregio della sentenza in commento è la chiarezza, sino ad oggi invero mancata, con la quale si afferma che il D. Lgs. 28/2010, nelle materie per le quali la mediazione è prevista quale condizione di procedibilità, richiede l’effettivo esperimento della mediazione e non già la mera partecipazione al primo incontro informativo.
Sono infatti note numerose sentenze (molte di esse citate nella parte motiva) che si sono espresse nel medesimo senso, ma tutte hanno ad oggetto mediazioni delegate dal giudice, ai sensi dell’art. 5, co. 2 D. Lgs. 28/2010.
Pur dovendosi rilevare come il legislatore non abbia inteso differenziare in alcun modo la mediazione c.d. obbligatoriada quella demandata dal giudice, sì che le due ipotesi possono essere del tutto sovrapposte, soprattutto in quanto la sanzione che consegue dal mancato esperimento di entrambe è l’improcedibilità della domanda, resta il fatto che le sentenze che comminano detta sanzione, come si è accennato, riguardano tutte mediazioni delegate dal giudice, in primo grado o in appello, il che rende particolarmente interessante la sentenza in commento.
E’ d’uopo sottolineare che il risultato cui perviene il Giudice bolognese trova chiaro fondamento nella lettera del decreto 28/2010, poiché come già efficacemente osservato dal Tribunale di Firenze nell’ordinanza in data 17 marzo 2014: “... le procedure di mediazione ex art. 5, comma 1-bis (ex lege) e comma 2 (su disposizione del giudice) del d.lgs. 28/10 (e succ. mod.), sono da ritenersi ambedue di esperimento obbligatorio, essendo addirittura previste a pena di improcedibilità dell’azione; che difatti, per espressa volontà del legislatore, il mediatore nel primo incontro chiede alle parti di esprimersi sulla “possibilità” di iniziare la procedura di mediazione, vale a dire sulla eventuale sussistenza di impedimenti all’effettivo esperimento della medesima e non sulla volontà delle parti, dal momento che in tale ultimo caso si tratterebbe, nella sostanza, non di mediazione obbligatoria bensì facoltativa e rimessa alla mera volontà delle parti medesime con evidente, conseguente e sostanziale interpretatio abrogans del complessivo dettato normativo e assoluta dispersione della sua finalità esplicitamente deflattiva”.
Non solo.
L’art. 5, comma 5 bis, afferma che la condizione di procedibilità si ha per assolta nel caso di “primo incontro concluso senza l’accordo”. La lettera della legge induce dunque a ritenere che per “primo incontro” si intenda il primo incontro successivo all’avvio della mediazione, giacché non avrebbe senso parlare di “mancato accordo” con riferimento all’incontro informativo, la cui funzione non è quella di ricercare l’accordo, ma di informare le parti e raccogliere la loro volontà in merito all’instaurazione della mediazione vera e propria. L’auspicio è dunque che, grazie a pronunce come questa, la mediazione cominci a riscuotere il rispetto e la positiva considerazione che merita, quale eccezionale strumento a disposizione delle parti per risolvere serenamente e velocemente una lite (ed evitare, come nel caso di specie, due anni di causa, un imponente lavoro da parte dei difensori, del Tribunale e del CTU, ingenti spese per le parti e un esito a dir poco disastroso).

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 09 2021
  
06
Settembre
2021

L’inadempimento di obbligazioni contrattuali connesso all’emergenza Covid-19 è materia soggetta alla mediazione obbligatoria, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale, e può essere risolta con l’applicazione del principio di buona fede;

Tribunale di Lecce, Giudice Dott. Italo Mirko De Pasquale, ordinanza del 24.06.2021

Sintesi: Le controversie aventi a oggetto l’inadempimento di un’obbligazione contrattuale connesso all’emergenza epidemiologica da coronavirus sono assoggettate al procedimento di mediazione obbligatoria ex D. L. n. 6/2020, come modificato dal D. L. 28/2020, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale
Il caso di specie riguarda proprio il mancato ottemperamento dell’obbligo di corresponsione dei canoni di locazione nel periodo di emergenza sanitaria e di chiusura di molte attività a seguito delle disposizioni ministeriali. 
La conduttrice promuoveva un giudizio ordinario e nel contempo un ricorso d’urgenza, al fine di ottenere la riduzione e/o la sospensione dei canoni di locazione contrattualmente pattuiti, in considerazione della crisi economica e della chiusura dell’attività causata dalla pandemia da Covid 19.
La locatrice resistente eccepiva la violazione dei canoni di buona fede e pretendeva l’adempimento dell’obbligazione. 
In sede di mediazione, la locatrice rifiutava di addivenire ad una soluzione bonaria della vertenza.
Per tale ragione, il giudizio proseguiva e il Giudice rilevava quanto segue: 
- il presupposto delle locazioni commerciale era l’utilizzo dell’immobile per l’effettivo svolgimento di attività produttiva;
- il contratto non contemplava alcuna clausola di rinegoziazione;
- i contratti a lungo termine devono essere rispettati ed applicati dai contraenti finché rimangono intatte le condizioni ed i presupposti di cui essi hanno tenuto conto al momento della stipula del negozio;
- qualora, invece, si verifichi una sopravvenienza tale per cui una parte riceverebbe uno svantaggio dal protrarsi della esecuzione del contratto alle stesse condizioni pattuite inizialmente, deve essere garantita la possibilità di rinegoziazione contrattuale, in base al dovere generale di buona fede oggettiva (o correttezza) nella fase esecutiva del contratto art. 1375 c.c.;
la buona fede può integrare le condizioni contrattuali nei casi in cui si verifichino dei fattori sopravvenuti ed imprevedibili non presi in considerazione dalle parti al momento della stipulazione del rapporto, che sospingano lo squilibrio negoziale oltre l’alea normale del contratto;
la pandemia da Covid 19 costituisce tale sopravvenienza.
Atteso quanto sopra esposto, il Giudice del Tribunale di Lecce ha disposto la riduzione del canone di locazione secondo percentuali differenziate nei diversi semestri e secondo la gravità della crisi economica e le disposizioni di chiusura delle attività in essere.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Settembre 06 2021
  
01
Settembre
2021

Licenziamenti giustificato motivo oggettivo: nuovo modello per la conciliazione;

Sblocco dei licenziamenti: nuovo modulo INL per il tentativo obbligatorio di conciliazione in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Con la nota n. 5186/2021 (sotto allegata) l'Ispettorato nazionale del Lavoro ha fornito importanti chiarimenti sulla normativa emergenziale che ha disposto il blocco dei licenziamenti.

La nota contiene però anche un'utilissima tabella riepilogativa che, dopo aver riportato il riferimento normativo, i soggetti beneficiari degli ammortizzatori sociali previsti dalla normativa emergenziale, il tipo, la durata e la scadenza dell'ammortizzatore stesso, riporta nell'ultima casella la data di scadenza del divieto di licenziamento. Emerge di conseguenza anche da data a decorrere dalla quale i datori di lavoro possono riattivare le procedure di licenziamento dei propri dipendenti, che per alcuni è già partita dal 1° luglio 2021, mentre per altri partirà il 1° novembre 2021 o il 1° gennaio 2022.

Il nuovo modulo per la conciliazione

Il periodo di emergenza Covid e la normativa emergenziale che ha previsto il blocco dei licenziamenti, ha prodotto come conseguenza anche l'adozione di un nuovo modello, ossia del modulo INL 20/bis necessario per avviare la procedura di conciliazione (in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo), così come contemplata e disciplinata dall'art. 7 della Legge n. 604/1966 che contiene le norme sui licenziamenti individuali e l'art 410 c.p.c come modificato dalla legge n. 183/2010. Fonte: (www.StudioCataldi.it)

 



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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Settembre 01 2021
  
29
Agosto
2021

PERCHE’ E’ OBBLIGATORIO OLTRE CHE CONVENIENTE PRESENTARSI SEMPRE IN MEDIAZIONE?

Se la Mediazione è obbligatoria o Demandata è dovere presentarsi fino a fine procedimento,  Oltre ad i motivi noti, è obbligatorio presentarsi per non incombere nelle sanzioni inflitte dai Giudici che ora non transigono più, altro motivo fondamentale è per non intasare i Tribunali Civili oltre che per tutti i Vantaggi che offre la Mediazione Stessa, è conveniente anche Venire in Mediazione Volontaria, per i Tempi, i Costi le Agevolazioni Fiscali vedere art. 17 e 20 D.lgs/28/10 s.m.i. (Credito d'imposta). Vedere sempre www.omci.org ;

La mediazione è uno strumento introdotto per consentire alle parti di evitare le lungaggini e le spese che comporta un giudizio dinanzi al Tribunale. Per tale ragione l’ingiustificata partecipazione di una delle parti alla mediazione comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dal’art. 8 comma 4 del d.lgs. 28/2010 s.m.i.. Nell’applicazione di tale sanzione al giudice non è consentito nessuna ambito di discrezionalità né sull’an né sul quantum della sanzione, evitabile, partecipando semplicemente all'intero procedimento di Mediazione;

OMCI, Specialisti nella Mediazione e nella Formazione Continua dei Mediatori!!!

La Mediazione Civile e Commerciale non deve essere Vista come un sacrificio, una privazione di un diritto, ma al contrario, Vi evita anni in Tribunale; è una nuova Prassi stragiudiziale ed in Italia le cose nuove fanno sempre Paura, (all'estero esistono da decenni), anche se sono "Tutte a Favore del Cittadino" come in questo caso,  le ADR (Mediazione in Particolare), saranno sempre più il Futuro della Risoluzione Alternativa  delle controversie Civili e Commerciali, quando Lo proverete Tutti lo capirete, cambiando in primis la mentalità rigida che tutti un pò abbiamo in Italia, comprenderete che la Mediazione non è un sacrificio, ma al contrario,  niente più anni passati in Tribunale, tutto in Mani vostre e con il Credito d'imposta il costo è praticamente nullo, e cosa importantissima, il Verbale se Accordato, Firmato, dagli avvocati Consulenti, Dalle Parti e dal Mediatore ha valore Giudiziale, in quanto è a tutti gli effetti equipollente ad una sentenza di 1° Grado; cosa Volere di più!!! Non si deve ma dimenticare di Pagare tutte le indennità come scritto nelle Leggi, Nel Regolamento, nei vari modelli istanza in quanto non pagare nei tempi previsti comporta ovviamente conseguenze Rilevanti, in quanto l'organismo, i Mediatori, ecc, Vanno tutti pagati in tempi rapidissimi. La Mediazione inoltre è un Lavoro/Missione/Passione che non potrà mai essere svolto da algoritmi come presto invece sarà per altre professioni. Per questo OMCI continua a ricercare Mediatori da inserire nel proprio organico: Mediatori che devono essere Motivati, Saper cercare, portare Mediazioni, essere specializzati e Appassionati. Non esitare quindi a contattarci su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , La Mediazione sarà sempre di più la professione del Futuro e ci saranno anche notevoli cambiamenti sulla normativa a favore di tutti gli attori della Mediazione per favorirla sempre di più, proprio per questo i nostri Mediatori sono aggiornati in modo continuato, Vieni anche tu con noi, non attendere troppo, ma fallo subito e ricordate di controllare sempre che l'organismo sia anche ente di Formazione e abilitato dal Ministero della Giustizia attraverso la piattaforma https://mediazione.giustizia.it

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Ultimo aggiornamento Domenica, Agosto 29 2021
  
23
Agosto
2021

Per Velocizzare il tutto, prima che entri in vigore la Nuova Riforma della Giustizia, Potete già, usare le Clausole contrattuali;

Per Velocizzare subito (Prima dell'entrata in vigore della Riforma della Giustizia Cartabia, che insieme alle 9 materie in piu, comprese le Mediazioni contro la Pubblica Amministrazione), Vi Consigliamo già di inserire su tutti i vostri contratti etc, la Clausola contrattuale OMCI, disponibili sul link a destra, In questo modo, non dovrete più andare in tribunale ne essere chiamati da altri organismi,  senza contare che con tale clausola la Tariffa/indennità,  sarà come quelle obbligatorie.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Agosto 23 2021
  
08
Agosto
2021

Le A.D.R. (Risoluzione alternativa delle controversie), in particolare La Mediaziione Civile e Commerciale, con la Riforma Cartabia, Cambierà ancora;

Ormai la parte Civile della Riforma della giustizia Cartabia, è praticamente passata, cambieranno molte cose, dai costi, alle detrazioni Fiscali, alle Materie che saranno quasi tutte quelle civili e commerciali: Ma La cosa fondamentale, è che solo l'italia ha un tasso di litigiosità cosi alto ed è per questo che ci sono anche moltissimi avvocati, tutto il contrario dei paesi anglosassono o la nostra vicina Francia, dove la Litigiosità è Bassissima. Ed questo il punto centrale: Arrivare con la Mediazione (che conviene a tutti), anche in Italia ad abbassare la litigiosità col tempo. Non è un caso che Mediare è una bellissima professione, in quanto il Mediatore deve propriio, insieme agli avvocati pro mediazione, che ormai sono la maggioranza, quelli contro la mediazione, stanno lentamente scemando, fare in modo con tecniche di ascolto e di Linguaggio, Far comprendere alle parti, che la vita è una sola è non ha senso passarla a Litigare. Per questo è nata La Mediazione ed è utilizzata in tutti i paesi, compresa la china, e con ottimi risultati. Nostro compito è quindi Riuscire a far capire anche agli Italiani, che non c'è nulla di migliore in questa Vita, che accordarsi Insieme invece che distruggersi a vicenda, ed evitare quindi Le sanzioni che saranno molto più salate da parte dei Giudici, già oberati di Lavoro. PS: Abbiamo scoperto che alcuni avvocati, vengono in mediazione 1-2 volte, poi chiedono un rinvio per poi non venire più perchè hanno fatto l accordo tra di loro, questo è assolutamente proibito dalla Legge. E inoltre le parti non si rendono conto che è cosi che vengono letteralmente Fregate dai suoi avvocati, in quanto sui verbali l'esito risulta Negativo, in  caso di Ispezione cosa che sarà sempre piu' frequente, pagherete voi, e se sotto giuramento cadrete nel penale. In questi casi, siete Voi che dovete farvi valere e chiedere all'avvocato il contratto, inviare l'annullamento per conoscenza all'ordine nazionale forense (che provvederà), e chiedere in congruo risarcimento danni!

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Agosto 27 2021
  
21
Luglio
2021

Il comportamento mantenuto dalle parti durante la mediazione è valutabile dal Giudice ex art. 116 c.p.c.

Tribunale di Venezia - Giudice Dott.ssa Maria Carla Quota - sentenza del 04.06.2021

SINTESI: Il caso in esame riguarda una controversia in materia di diritto reali ed, in particolare, di proprietà immobiliare.
In sintesi, parte attrice sosteneva di essere comproprietaria del sottotetto incorporato in alcuni immobili e chiedeva la condanna delle controparti al ripristino dello stato originario del sottotetto comune indebitamente occupato ed incorporato nelle proprie unità abitative, ovvero, nella ipotesi di impossibilità di ripristino, la condanna al risarcimento del danno per equivalente, nonché la condanna alla demolizione dell'altana insistente sul tetto condominiale e la condanna al risarcimento del danno per l'illegittima occupazione.
La parte convenuta chiedeva il rigetto della domanda ed eccepiva l’improcedibilità della domanda giudiziale, poiché in sede di mediazione l’attore avrebbe tenuto un comportamento del tutto contrario alla ratio legis dell'istituto, omettendo di esprimere direttamente il proprio pensiero e facendolo solo per il tramite del proprio legale; peraltro, l’avvocato avrebbe dichiarato di essere  presente solo in virtù dell’obbligatorietà della mediazione.
La terza chiamata si associava alla richiesta di parte convenuta, chiedendo che venisse dichiarata l'improcedibilità della domanda attorea per il mancato concreto esperimento della procedura di mediazione obbligatoria.
A tal proposito, il Tribunale adito ha rilevato che l’attore era presente in mediazione, ove ha mantenuto un comportamento del tutto ostativo alla formulazione di qualsivoglia ipotesi conciliativa.
Tale condotta, seppure non renda improcedibile la domanda giudiziale formulata dall’attore e non renda applicabile la sanzione pecuniaria ex art. 8, comma 4 bis, del D. Lgs. n. 28/2010, rimane valutabile dal Giudice ai sensi dell’art. 116, I. co., c.p.c.
Ed, infatti, anche per tale ragione, l’Autorità adita ha compensato parzialmente le spese di lite tra attore e convenuti, limitatamente alla misura di 1/10, ed ha condannato l'attore a rifonderne ai convenuti il residuo.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Luglio 21 2021
  
20
Luglio
2021

Le spese di assitenza in mediazione sono a carico della parte soccombente in giudizio;

Sintesi: Considerando che la procedura di mediazione obbligatoria, correttamente avviata dagli attori, non ha avuto esito positivo a causa del comportamento della controparte, gli attori possono chiedere, nel successivo procedimento giudiziale, la rifusione delle spese sostenute. Ormai tutti i tribunali sanzionano e riviano in mediazione chi non  si presenta in mediiazione, chi non continua e anche per gli avvocati fioccano sanzioni a non finire. "Ma questa è una sentenza veramente unica e che farà storia", Vediamo chi oserà ancora non presentarsi in Mediazione, non continuare e i suggerimenti che daranno gli avvocati da ora in poi.

P.Q.M.

ogni contraria istanza, eccezione e deduzione disattesa, definitivamente pronunciando, in accoglimento dell’ impugnativa proposta, dichiara la nullità della delibera impugnata con riferimento all’ adottata suddivisione delle spese ivi previste ” in base alla metratura delle singole proprietà'”. Condanna il Condominio convenuto alla rifusione di 4 delle spese di lite degli attori, che liquida per l’ intero in 6.600 per compensi ed 759, 00 per esborsi, nonché in 3.021, 32 per la fase di mediazione, di cui 48, 80 e 812, 52 per costi e indennità ed 2.160, 00 per compensi; oltre spese gen. 15% ed IVA e CAP come per legge; compensata la residua metà.

Così deciso a Trieste, il 11/03/21            Il Giudice dott. ssa Anna Lucia Fanelli

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Agosto 27 2021
  
15
Luglio
2021

Omci l'organismo di Mediazione ed Ente Formativo, con esperienza decennale, c'è da aggiungere altro?

Lo sai che la Mediazione Civile è un settore in forte Espansione e sempre di più sarà utilizzzata? OMCI (Organismo di Mediazione e conciliazione Italia),  L'organismo nato nel 2010 con Pdg del 2011, nato tra i primi, continua da 10 anni a fare Mediazioni cosa non da poco e non da tutti,  con un esperienza ormai consolidata e inoltre omci è  anche Ente Formativo accreditato al n° 303 del Ministero della Giustizia,  se vuoi fare una professione Meritevole, Onorevole e possiedi i requisiti,  con tanto di Attestato una volta Passato l'esame, ed essere iscritto all'albo del Ministero della Giustizia, non c'è periodo migliore di questo che purtroppo è tutto fermo e molti rischiano di perdere il lavoro, non attendere prova e vedi, fai il Mediatore civile con Omci clicca sulla tua destra il link Entra in Omci come Mediatore o Arbitro, compila tutti i campi e spedisci all'indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. oppure contatta direttamente l'indirizzo e mail. Ricordatevi quindi che venire in Mediazione conviene sempre, sia alle Parti, sia al Difensore!

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Agosto 27 2021
  
04
Luglio
2021

Codice della crisi d'impresa rinviato al 2022?

Slitterà ancora il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza atteso per il 2021. In principio era il D.Lgs. n. 14/2019, emanato in attuazione della l. n. 155/2017 avente a oggetto la delega al Governo per la riforma della materia, pronto ad entrare in vigore il prossimo 1° settembre 2021. Già il D.Lgs. n. 147/2020 prevedeva disposizioni correttive ed integrative del Codice della crisi che hanno modificato buona parte delle disposizioni che non sono ancora entrate in vigore. È stata la ministra della Giustizia Marta Cartabia ad istituire una commissione di esperti col compito di elaborare e valutare proposte per interventi sul Codice in modifica si alcune delle norme per far fronte alle difficoltà delle imprese con l'emergenza sanitaria. Il provvedimento potrebbe stabilire misure più favorevoli per chi voglia procedere al risanamento aziendale. Le soluzioni potrebbero arrivare nuovo decreto correttivo che sarà probabilmente introdotto, contenete misure più favorevoli per i soggetti che intendano perseguire il risanamento aziendale. Una misura che potrebbe estendere le misure protettive e premiali durante e dopo lo svolgimento del procedimento di composizione, e invece differire quelle di segnalazione che valgono per il momento.



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Ultimo aggiornamento Domenica, Luglio 04 2021
  

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