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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

01
Marzo
2022

OMCI, ORGANISMO DI MEDIAZIONE E CONCILIAZIONE ITALIA;

Perché il Mediatore e La Mediazione?

La Mediazione, sarà sempre più il Futuro della Risoluzione delle controversie Civili e Commerciali, quando Lo proverete Tutti lo capirete, niente più Tribunale, tutto in Mani vostre, VISTO CHE TUTTI SEMPRE SI LAMENTANO DELLE SENTENZE, CON LA MEDIAZIONE QUESTO MAI POTRà SUCCEDERE, cosa volere di più!!!;

Tutti si domanderanno: perchè con tutti gli organismi che ci sono dovrei scegliere OMCI? Il Motivo è semplicissimo, provate una volta e Vedrete la differenza, se così non è,  potete sempre tornare ad un altro organismo. Ma il motivo per cui Vi chiediamo di provare omci è Semplicissimo, è anche il motivo che mi ha portato a fare OMCI pezzo per pezzo con una Motivazione Fortissima. Cos’è la Mediazione molto sinteticamente per OMCI? Perdonarsi a Vicenda, Portare Verità ed eliminare discordia in famiglia, ridare la Speranza QUESTA è MEDIAZIONE, ed è per questo che è importantissimo, l’Empatos: cioè azzerare le proprie conoscenze per comprendere totalmente gli altri, l’ascolto vero che è totalmente differente dal Sentire, la comunicazione che è la Parte Fondamentale per condurre una Mediazione, parlare facendosi capire, QUESTA è MEDIAZIONE. Questa è la Sintesi della Mediazione, uno strumento, per superare Liti, un vero e proprio Strumento di PACE per tutti! IL BUON MEDIATORE CON  UN PO’ DI PRATICA, DEVE AVERE QUESTI REQUISITI, UMILTA’, RISPETTO, SAPER ASCOLTARE, PAZIENZA E TANTA MOTIVAZIONE (La Benzina Principale), Movimento, dinamicità  per cercare Mediazioni, SE TI CI RIVEDI IN QUELLO SOPRA SCRITTO DIVERRAI UN BRAVISSIMO MEDIATORE, Il Mediatore oggi è uno Vero Professionista, e saper Mediare  dà anche una grande soddisfazione, ma non è da tutti, infatti come ogni professione non è detto che tutti pur volendo riescano poi a essere buoni mediatori, in questo caso potete essere bravi Tecnici, Bravi oratori, ma non Mediatori ed il motivo è semplice: non siamo tutti uguali. Quindi non tutti siamo adatti ad un determinato lavoro-missione quale è la mediazione. In un mondo dove tutto è basato su degli algoritmi che decidono per noi, cosa è meglio e cosa no, dove è la Tecnologia a decidere, (cose da fare Paura), almeno sulle vostre faccende Personali con la Mediazione, non sarà un Pc a decidere Ma Voi.
In mediazione un qualsiasi rapporto tra e con le parti si deve basare sulla fiducia; in caso contrario, le parti non verrebbero coinvolte, non collaborerebbero e non si impegnerebbero a firmare un accordo commerciale, professionale o personale, che per alcuni potrebbe essere il più importante e il più significativo della propria vita. L’Organismo si avvale, per le proprie mediazioni, di un gruppo di professionisti con competenze specifiche per ogni ramo del conflitto, uniti dall ’intento di promuovere e di gestire strumenti alternativi di risoluzione delle controversie. Per questo motivo sono capaci di offrire soluzioni celeri e agevoli alle parti in lite riuscendo così ad evitare, quando possibile, il ricorso alle normali vie giudiziarie. Il Mediatore ha anche dei Doveri, di accettare e fare ciò che dice il codice etico, ma in modo Particolare il Regolamento che non è nulla di più che un Ricalco della Legge, infatti il Regolamento per essere inserito o dato deve priva essere Vagliato dal Ministero della Giustizia: se passa diventano tutti a tutti gli effetti Leggi di secondo grado. Altra caratteristica per chi è Mediatore e che è iscritto all’albo del ministero della Giustizia e Visibile a Tutti, e la quota Annuale è tra le più basse di ogni altro Albo esistente sino ad oggi, solo ogni biennio c’è un costo più che è quello dell’aggiornamento, come in tutte le professioni, ma anche qui il costo è molto inferiore e per chi è iscritto ad altri albi può richiedere Crediti Formativi, oltre a scaricare il costo dalle Tasse.
Cordialità, simpatia, ironia, empatia, umiltà sono gli elementi principali per mettere le fondamenta per quel rapporto che da lì a breve dovrà diventare fiducia.
La fiducia la si guadagna, non è mai un diritto. Per guadagnarsi la fiducia occorre dimostrare correttezza e, sopratutto onestà. Per info su Mediazioni o per divenire Mediatore: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Marzo 07 2022
  
24
Febbraio
2022

PNRR Giustizia, gli obiettivi fissati dalla Commissione UE;

Per il 2026 è prevista la riduzione del disposition time complessivo per i tre gradi di giudizio: 40% in meno nel settore civile, 25% in quello penale e abbattimento del 90% dell’arretrato;

“Ripercorrere gli interventi del Pnrr sulla giustizia significa ripercorrere tutte le riforme approvate con responsabilità dalle forze politiche”, queste le parole della ministra della Giustizia Cartabia pronunciate nel corso dell’audizione in Commissione Giustizia per l’esame della relazione sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La Commissione europea ha preteso una serie di interventi strutturali per raggiungere efficienza, e protesi alla tutela dei cittadini e alla produttività della giustizia.

Uno degli obiettivi fissati dalla Commissione europea per il 2026 è la riduzione del disposition time complessivo per i tre gradi di giudizio: 40% in meno nel settore civile, 25% in quello penale e abbattimento del 90% dell’arretrato.

Finalità a cui stanno tendendo gli importanti interventi che si stanno portando avanti in ambito giustizia in questi ultimi mesi. A principiare dalle riforme del processo civile e penale già approvate in Parlamento, su cui i gruppi stanno lavorando, e che necessitano di essere portate a termine entro l’anno corrente. A seguire l’Ufficio per il processo che ha concluso il suo iter e, in questi giorni, ha visto l’entrata in servizio dei primi 200 giovani in Cassazione, come anche la riforma del CSM e ordinamento giudiziario approvata negli ultimi giorni dal Consiglio dei Ministri.

“Le riforme in materia di giustizia sono la precondizione per centrare gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, anche per la ricaduta economica” ha precisato la Ministra Cartabia, puntualizzando che “Le stime della Banca d’Italia indicano che la piena realizzazione degli obiettivi determinerebbe un aumento dell’1,7% del Pil”.

Va osservato che il Pnrr prevede 3 miliardi di investimenti destinati a capitale umano per l’ufficio del processo, alla trasformazione digitale e alla riqualificazione del patrimonio immobiliare. Sul primo fronte, è stato evidenziato che 8171 giovani sono pronti a entrare nei vari uffici giudiziari e, a breve, ulteriori 5400 addetti con profilo tecnico amministrativo coadiuveranno il settore amministrativo.

In merito alla digitalizzazione del processo telematico, la ministra l’ha definita “obiettivo impegnativo” ma necessario, in quanto si prevede la digitalizzazione di 10 milioni di fascicoli entro il secondo trimestre del 2026.

Quanto al tema dell’edilizia giudiziaria e penitenziaria, sul quale il PNRR prevede la prima scadenza al 31 dicembre 2022, 48 sono gli interventi in corso per il primo comparto: 10 relativi alla creazione di cittadelle della giustizia, e 38 per le grandi manutenzioni. Circa l’edilizia penitenziaria sono previsti interventi di architettura per arginare il sovraffollamento carcerario.

Infine, accennando ai prossimi interventi, la Guardasigilli ha fatto riferimento a un altro tema fondamentale, e cioè l’attuazione della riforma della giustizia tributaria.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Febbraio 24 2022
  
23
Febbraio
2022

Avviso per notai.

Buongiorno, Visto la Vastità di Materie in Mediazione e Visto che la maggioranza dei Verbali che fa Firmata da Notai, Omci vi offre non solo la possibilità di far parte del nostro staff.; ma Vi diamo anche la possibilità di divenire Mediatori ad un Prezzo Incredibile. Siete già Oberati di Lavoro? si può comprendere, ma con Omci lo sarete Molto di più e se sarete anche Mediatori è tutto in più, oppure dovrete solo mettere nel giorno stabilito dopo aver visionato il Verbale di Mediazione bene la Vostra Firma ed è tutto Fatto. Pensateci perchè non tutti dano opprtunità come Omci, scriivete a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e sarete i benvenuti!

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Ultimo aggiornamento Domenica, Marzo 06 2022
  
20
Febbraio
2022

La mediazione nelle divisioni ereditarie e nello scioglimento delle comunioni;

L’esperienza di un mediatore esperto;

Il tentativo di mediazione cosiddetto obbligatorio è in vigore da tanti anni, e speriamo che lo rimanga per sempre, anzi che – come previsto dalla riforma che è attualmente in discussione – vengano aggiunte altre materie a quelle oggi in vigore, in cui potrebbe portare ulteriori ottimi risultati. La mediazione, infatti, è uno strumento di civiltà, oltre che di pacificazione sociale. Sono sempre di più i Paesi che, anche prendendo spunto dalla legislazione italiana, la stanno rendendo obbligatoria. Ma ciò che è più importante è il fatto che le nuove generazioni si stanno appassionando sempre di più alle tecniche di negoziazione e di mediazione e in generale alle procedure di risoluzione alternativa delle controversie. I risultati, tra i giovani giuristi, si vedranno tra qualche anno, ma siamo su un’ottima strada.

Ciò che mi interessa oggi, però, è sottolineare gli ottimi risultati della procedura di mediazione in una particolare materia, cioè quella delle divisioni ereditarie e dello scioglimento delle comunioni in generale.

L’esperienza che ho maturato in questo campo (diverse centinaia di procedure chiuse positivamente), mi permette di affermare, senza timore di smentita, che il solo pensiero di andare in Tribunale per risolvere una questione di questo tipo, non dovrebbe nemmeno sfiorare la mente di parti e avvocati, e questo per due ordini di idee.

Il primo è che l’alternativa ad un accordo di mediazione, in questa particolare materia, è assolutamente sconsigliabile. Andare in Tribunale per risolvere una questione ereditaria, che riguardi un testamento o una divisione, o più in generale lo scioglimento di una comunione, significa spendere molto, perdere tantissimo tempo e ottenere poco. Il rischio, ad esempio, che gli immobili in comunione vadano all’asta e che vengano venduti ad un prezzo molto inferiore al loro valore, è assai concreto. Perché preferire questa soluzione ad un buon accordo, che in poco tempo, con poca spesa e con l’aiuto di importanti agevolazioni fiscali possa portare dei vantaggi per tutti?

Il secondo motivo riguarda un aspetto sul quale in Tribunale non solo non è possibile ottenere soddisfazione, ma di cui in sede giudiziaria non si discute affatto. Si tratta dell’aspetto personale ed emotivo, riguardo ai rapporti tra le parti. Molto spesso, soprattutto quando si tratta di questioni ereditarie, questo aspetto è altrettanto importante, se non maggiormente, rispetto a quello economico. Moltissime volte, infatti, le parti arrivano in mediazione fortemente e inevitabilmente condizionate da ciò che è accaduto nel corso degli anni, e che impedisce loro di tenere un comportamento razionale, tanto che certe volte non si rendono conto di farsi del male da soli, pur di fare un dispetto ad un’altra parte, rispetto a cui ritengono di essere state penalizzate. Un bravo mediatore, che ci metterà tutta la sua passione, sarà in grado di risolvere la questione e di aprire un canale di comunicazione tra le parti, magari interrotto da anni, ristabilendo delicatissimi rapporti familiari, con soddisfazione (e spesso gioia) di tutti. Il ricorso alla via giudiziaria, al contrario, non farebbe che inasprire i rapporti, con il rischio di non riprenderli mai più. Un risultato del genere non ha veramente prezzo, e vi garantisco che quando riesco a raggiungerlo sono felice anche io, se sono riuscito a far riavvicinare le parti…e anche a far avere loro un risultato apprezzabile economicamente, con l’aiuto dei colleghi avvocati che le assistono e che sempre di più apprezzano i vantaggi della procedura di mediazione.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Febbraio 20 2022
  
12
Febbraio
2022

La riforma della mediazione civile e commerciale entra nella sua fase attuativa;

La riforma della giustizia civile entra nella fase attuativa. Con il Decreto del 14 gennaio 2022 la Ministra Marta Cartabia ha costituito, infatti, presso l’Ufficio legislativo del Ministero della Giustizia sette gruppi di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo le cui bozze dovranno essere ultimate entro il 15 maggio 2022.

È iniziata quindi la fase che condurrà nei prossimi mesi all’attuazione dei princìpi contenuti nella legge 26 novembre 2021 n. 206 con la quale il Parlamento ha delegato il Governo per l’adozione di una complessa riforma che è destinata a riscrivere molte regole del processo, ma anche relative alla mediazione, alla negoziazione assistita e all’arbitrato.

E con specifico riguardo alla mediazione civile e commerciale, la legge delega ha previsto l’estensione del ricorso alla mediazione, in via preventiva e quale condizione di procedibilità, in alcune materie e, più precisamente, in materia di contratti di associazione in partecipazione, di consorzio, di franchising, di opera, di rete, di somministrazione, di società di persone e di subfornitura.

Il legislatore delegante ha altresì stabilito che in conseguenza del suddetto ampliamento, decorsi cinque anni dalla sua entrata in vigore, si dovrà procedere ad una verifica, alla luce delle risultanze statistiche, dell’opportunità della permanenza della procedura di mediazione come condizione di procedibilità.

Non si tratta evidentemente di introdurre una norma ‘a tempo’ di carattere sperimentale (assimilabile allo schema adottato dalla riforma del 2013 in esito alla sentenza della Corte costituzionale n. 272/2012), in quanto la disposizione impone la previsione e la regolamentazione di una verifica (conseguente all’allargamento delle materie sottoposte alla condizione di procedibilità) da effettuare “alla luce delle risultanze statistiche”.

Pare dunque evidente come l’indicazione dettata dal legislatore delegante imponga la sola verifica da effettuare su basi statistiche rimettendo (opportunamente) ogni conseguente determinazione ad una rinnovata valutazione politica.

Ma ciò che appare altresì chiaro è che il rilievo sempre crescente attribuito alle “risultanze statistiche” deve indurre ad una più attenta riflessione sulle modalità del rilevamento e della elaborazione dei dati in materia di mediazione perché gli stessi possano risultare davvero utili allo studio dell’istituto e alla verifica della sua efficacia nell’alveo del sistema giustizia.

Invero, trascorsi ormai dieci anni dall’avvio del monitoraggio statistico delle mediazioni svolte in Italia da parte della Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa del Ministero della Giustizia, paiono maturi i tempi per aggiornare e rivedere il modello di raccolta dei dati richiesti ai 575 organismi di mediazione. Infatti, nella rilevazione e nella presentazione dei dati trimestrali, diverse impostazioni sono ancora basate su un modello di mediazione superato con la riforma del 2013 e che sarà oggetto di revisione con l’imminente riforma.

L’obiettivo, dunque, deve essere quello di fornire agli operatori del settore e al legislatore dati ed elaborazioni di facile ed immediata lettura.

Il primo passo potrebbe essere innanzitutto l’abbandono delle locuzioni “mediazione volontaria” e “mediazione obbligatoria”. Ciò al fine di ribadire che lo svolgimento dell’intera procedura di mediazione e, quindi, il pagamento delle relative indennità, è sempre frutto della libera determinazione delle parti assistite dai rispettivi avvocati all’esito dello svolgimento del primo incontro (che costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale e che prevede il solo pagamento delle spese di avvio).

Conseguentemente, anche il rilevamento dei dati dovrebbe distinguere i dati delle mediazioni nelle due fasi principali: a) numero di istanze e primi incontri; b) numero di procedure effettive a pagamento e loro esiti. Solo con questa puntuale distinzione saranno chiari per ognuna delle due fasi i tempi, i costi e i loro esiti in base alle materie e al valore. Ad esempio, i tempi di svolgimento del primo incontro nel caso di non comparizione o di mancata prosecuzione dovrebbero non essere superiori a trenta giorni. Questo dato non viene evidenziato nelle attuali statistiche e conduce a ritenere da parte di alcuni osservatori poco attenti che la mediazione ritardi eccessivamente il ricorso al giudice. Altra e più importante conseguenza della distinzione dei dati nelle due fasi è l’attento monitoraggio dell’entry point più efficace dell’attivazione della procedura di mediazione derivante dalla decisione volontaria delle parti. Ancora oggi, infatti, oltre l’80% delle procedure effettive di mediazione iniziano grazie all’incontro di persona tra i litiganti in un terreno neutrale sia fisico sia virtuale derivante dalla condizione di procedibilità o dall’ordine del giudice. È notorio, d’altronde, come l’emergere di una controversia costituisca di per sé il primo (e a volte il principale ostacolo) all’incontro tra le parti sia pur in uno spazio neutrale e regolamentata. Tale semplice rilievo rafforza l’esigenza di strumenti normativi che accompagnino le parti almeno per consentire lo svolgimento di un primo incontro in una sede neutrale e con l’assistenza di un terzo imparziale, competente e qualificato nella gestione dei conflitti.

Peraltro, una evoluzione, anche nella rappresentazione delle statistiche, potrebbe consentire di rendere chiaro anche ai più scettici che la scintilla che accende l’avvio della mediazione effettiva scaturisce per l’86% dei casi durante l’incontro tra le parti previsto dalla legge o su disposizione del giudice per mancato esperimento della condizione di procedibilità.

Infine, ma il rilievo è fondamentale, le elaborazioni statistiche dovrebbero essere basate sul rilevamento dei dati reali raccolti dai 575 organismi di mediazione accreditati dal Ministero della Giustizia e non più su una proiezione nazionale dei dati pervenuti. Al riguardo, si deve infatti rilevare che tuttora molti organismi di mediazione (pare siano circa un centinaio) costantemente non trasmettono i dati statistici relativi all’attività di mediazione svolta come previsto obbligatoriamente dalla normativa vigente. In tali casi occorre ricordare che è prevista la necessaria sospensione dall’iscrizione nel registro ministeriale per un periodo di dodici mesi sino ad arrivare anche alla sanzione più grave della cancellazione se l’organismo non provvede ad inviare i dati, inclusi quelli storici dei dodici mesi precedenti, entro i tre mesi successivi.

In vista della riforma e nel solco della stessa appare dunque necessario una attenta riflessione sulle modalità del rilevamento dei dati e della loro elaborazione e presentazione anche in considerazione della verifica quinquennale prevista dalla legge delega.

Non senza sottolineare come il profilo quantitativo che viene studiato ed analizzato mediante le rilevazioni statistiche, costituisce soltanto uno degli elementi che concorrono nella valutazione dei profili qualitativi che devono orientare la scelta politica e, così, ogni determinazione legislativa.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Febbraio 12 2022
  
07
Febbraio
2022

Non c'è il nome sul citofono di casa: destinatario irreperibile?

L'irreperibilità presuppone un quid pluris, l'ufficiale giudiziario deve raccogliere informazioni in loco sul destinatario dai residenti interpellati (Cass. n. 2530/2022);

SINTESI: Non è sufficiente, ai fini della valutazione positiva di irreperibilità del destinatario della notifica ex art. 143 c.p.c. il mero mancato rinvenimento del nominativo del notificando sui citofoni e neppure sulle caselle postali, occorrendo comunque un quid pluris che - secondo la più recente giurisprudenza di legittimità - deve quantomeno consistere nella raccolta, da parte dell'ufficiale giudiziario, di specifiche informazioni in loco sul destinatario dell'atto dai residenti interpellati. È quanto ha stabilito la Cassazione civile, sezione prima, nell’ordinanza n. 2530 del 27 gennaio 2022. Nella fattispecie, il giudice di secondo grado aveva rigettato l'appello proposto dalla ricorrente avverso la sentenza che, nella sua dichiarata contumacia, aveva pronunciato la cessazione degli effetti civili del matrimonio da lei contratto e la conseguente revoca dell'assegno di mantenimento stabilito dalla sentenza di separazione. In particolare, il giudice dell’appello aveva ritenuto valida la notifica del ricorso introduttivo del giudizio, eseguita ai sensi dell'art. 143 c.p.c., sul rilievo che l'ufficiale giudiziario, avendo personalmente accertato, in occasione di un precedente tentativo di notifica, che il nominativo dell'appellante non figurava "sui campanelli nè sulle cassette postali" dell'indirizzo di residenza, aveva correttamente dichiarato l'irreperibilità della destinataria. La ricorrente ha, pertanto, proposto ricorso per Cassazione, deducendo in particolare la violazione dell'art. 143 c.p.c., fondandosi la valutazione di irreperibilità dell'ufficiale giudiziario su un sopralluogo avvenuto presso la sua abitazione ben due mesi prima. Ha, inoltre, dedotto che, ai fini dell'accertamento della irreperibilità, a norma dell'art. 143 c.p.c., non è sufficiente la mancanza del nominativo di un soggetto sul citofono o sulla cassetta postale del luogo di abitazione, dovendo comunque l'ufficiale giudiziario raccogliere informazioni da altre persone presenti in loco. La Cassazione ha in premessa chiarito che già in una precedente sentenza - la n. 11138/2003 -aveva enunciato il principio di diritto secondo cui "non sussistendo per legge alcun obbligo, per i soggetti giuridici, di indicare il proprio nominativo sui citofoni o sulla cassetta postale del luogo di abitazione, l'ufficiale giudiziario, ove verifichi, in uno stabile privo di portiere, l'assenza del nominativo del soggetto destinatario della notifica in corrispondenza dell'interno che il richiedente indica quale luogo di residenza, e ove constati la presenza, invece, del nominativo di altri soggetti i quali risultino momentaneamente assenti, deve procedere comunque alla notifica ai sensi dell'art. 140 c.p.c., e non può limitarsi invece - tanto più in un ampio e moderno contesto urbano - a stendere una relazione negativa, neppure ove fondata sulle informazioni negative delle altre "persone del luogo””. Inoltre, in un’altra più recente sentenza – la n. 19012/2017 – sempre il giudice di legittimità, nel ritenere corretta la notificazione effettuata ai sensi dell'art. 143 c.p.c. ad un destinatario il cui nominativo non era stato rinvenuto sui citofoni e neppure sulle cassette postali, aveva valorizzato la circostanza che l'ufficiale giudiziario aveva attestato di aver raccolto informazioni negative, circa la reperibilità in quel luogo del destinatario dell'atto, dai residenti interpellati. Infine, nella sentenza n. 8638/2017, la Suprema Corte ha enunciato in materia il seguente principio di diritto: “l'ufficiale giudiziario, che non abbia rinvenuto il destinatario nel luogo di residenza risultante dal certificato anagrafico, è tenuto a svolgere ogni ulteriore ricerca ed indagine dandone conto nella relata, dovendo ritenersi, in difetto, la nullità della notificazione”. Pertanto, in conclusione, l'ufficiale giudiziario che, una volta verificata la mancanza del nominativo del notificando sui citofoni e sulle cassette postali, si astenga dal compiere ogni ulteriore ricerca ed indagine, nei termini di cui sopra, viene senz'altro meno al suo dovere di "normale diligenza" nello svolgimento dell'attività notificatoria.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Febbraio 07 2022
  
01
Febbraio
2022

Il deposito dell’istanza di mediazione interrompe il termine ex art. 1137 c.c. per impugnare la delibera condominiale;

Tribunale di Roma – Giudice Estensore Dott. Fabio Miccio - sentenza n. 20254 del 30.12.2021.

SINTESI: Il caso in esame riguarda l’impugnazione di una delibera condominiale.
L'attore, proprietario dell'appartamento condominiale, deduceva di non avere ricevuto l’avviso di convocazione assembleare, ma di avere in ogni caso partecipato, votando in senso contrario; alla seconda convocazione veniva approvato l’elaborato e la revisione dei consuntivi di risaldamento degli anni precedenti che, però, a proprio avviso era stato effettuata su basi di calcolo e circostanze di fatto errate.
Per tale ragione, il Condomino avviava la procedura di mediazione che, però, aveva esito negativo e, quindi, procedeva giudizialmente.
Il Condominio si costituiva in giudizio, eccependo la tardività della notifica dell’atto di citazione ex art. 1137 c.c.
In merito, il Tribunale ha rilevato quanto segue:

  • l'assemblea condominiale si era tenuta il 29.05.2019;
  • il verbale assembleare riporta il nominativo dell'amministratore;
  • l'istanza per l'avvio della procedura di mediazione è stata depositata in data 25.6.2019, quindi entro il termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137 c.c.;
  • in data 26.06.2019 l'organismo di mediazione notificava l'invito di mediazione al condominio, a mezzo posta elettronica certificata
  • l'istanza per l'avvio della mediazione interrompe il termine per l'impugnazione e a nulla rileva quando poi l'organismo di mediazione ha comunicato al condominio la convocazione;
  • la mediazione si è conclusa in data 23.09.2021.

Per tali ragioni, il condomino ha depositato l’istanza di mediazione nel termine ex art. 1137 c.c. che, così, è stato interrotto.  
A seguito dell’esito negativo del procedimento di mediazione, il condomino ha proceduto giudizialmente mediante notificazione dell’atto di citazione che, però, si è perfezionata al secondo tentativo, oltre il termine di legge per l’impugnazione della delibera assembleare.
Per tale ragione, il Tribunale ha dichiarato inammissibile l'impugnazione per tardività e condannato parte attrice al pagamento delle spese di lite.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Febbraio 01 2022
  
29
Gennaio
2022

L’accordo Stipulato in mediazione comporta la cessazione della materia del contendere senza recepimento in sentenza delle condizioni stabilite dalle parti.

Tribunale di Bergamo, Giudice Estensore Dott.ssa Rosa Maria Alba Costanzo - sentenza n. 2175 del 24.11.2021.

SINTESI: Il caso in oggetto riguarda una vertenza in materia di divisione ereditaria e nullità del testamento.
Il Giudice Istruttore assegnava alla parte attrice il termine di quindici giorni per provvedere all'esperimento della mediazione obbligatoria.
Il procedimento di mediazione veniva regolarmente instaurato e si concludeva con un accordo di mediazione.
Successivamente, le Parti domandavano all’Autorità Giudiziaria di decidere in conformità alle condizioni pattuite in mediazione.
Il Tribunale ha, però, dichiarato cessata la materia del contendere, proprio in virtù dell’accordo di conciliazione raggiunto tra le parti ed ha sottolineato che le condizioni ivi indicate non possono essere recepite in sentenza.
Il Giudice ha motivato la propria decisione nei termini che seguono:

lo scopo della mediazione è di ridurre il contenzioso giudiziale civile e la pronuncia di una decisione che recepisca l’intesa raggiunta in mediazione frusterebbe la predetta finalità dell’istituto;

  • la mediazione è volta a fornire assistenza alle parti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia;
  • in caso di esito positivo, la mediazione si conclude con la formazione del processo verbale di conciliazione;
  • l'accordo di conciliazione, sottoscritto dalle parti e dagli avvocati che li assistono, costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale;
  • la conciliazione determina la composizione bonaria della controversia e comporta il venir meno dell'originaria posizione di contrasto esistente tra le parti e, quindi, della necessità di una pronuncia del Giudice;
  • nel caso in esame, le parti hanno già nelle proprie mani un titolo esecutivo trascrivibile, costituito dall’accordo raggiunto e sottoscritto dalle medesime e dai propri difensori; peraltro, l’accordo è stato già eseguito;
  • in virtù del raggiungimento dell’accordo e della previsione pattuita dalle parti sul punto, le spese di lite vengono integralmente compensate tra le parti. Per questo è necessarrio andare in Mediazione per una disputa e non da altri che fanno tutto come liberi professionisti, in quanto rischiate solo di farvi del Male oltre a non ricevere nulla indietro con il credito di imposta. Solo in Mediazione potete fare un accordo accettato poi da tutti, Magistratura compresa specialmente se obbligatoria o demandata. Non vi fate fregare da nessuno. E se qualcuno vi propone di fare accordi fuori Mediazione, ricordate che sarà sempre impugnabile da tutti, in quanto solo la Mediazione ha Valore esecutivo, come una sentenza di primo grado. Non vi fate fregare quindi e venite da Omci che vi farà tutto in modo regolare ed in eccepibile. Si ricorda anche che noi non siamo segretari, se inviate un istanza dovete, come da Legge inviare bene tutti i dati, anche quelli del convenuto e non far ricercare a noi il Codice fiscale per esempio, se ci inviate luogo e data di nascita, perché basta ricercarli in Trova codice fiscale: Siamo un Organismo di Mediazione e formazione, non i vostri segretatari, come ben riportato sul Regolamento e Leggi dello stato.
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Ultimo aggiornamento Sabato, Gennaio 29 2022
  
23
Gennaio
2022

OMCI OFFRE:

MEDIAZIONE CIVILE E COMMERCIALE FORMAZIONE SULLA STESSA e MOLTO ALTRO:

La «mediazione» è  finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta, effettuata dallo stesso Mediatore, per la risoluzione della stessa senza passare alle vie Giudiziarie con i suoi relativi tempi e costi che tutti conosciamo. Dopo numerose sollecitazioni, in ultime la Direttiva 2008/52 CE, la Direttiva 2013/11/U.E. La Mediazione Civile è obbligatoria a tutti gli effetti, sanando l’eccesso di delega anche da noi! Ci uniformeremo così agli altri paesi, nei quali esiste da decenni con Risultati Positivi fino al 85 ÷ 90%. Sai che è più conveniente sotto numerosi aspetti la mediazione civile invece che rivolgersi direttamente  al Tribunale? 1) I tempi: la Mediazione deve terminare entro un massimo di TRE mesi; 2) Spese ridotte; 3) Detrazioni di imposta fino ad un massimo di € 500,00; 4) Le parti invece di continuare ad avere rancori inutili perché non è odiando che si risolvono le situazioni durature nel tempo ma al contrario con un po’ di Amore Umano, Dialogo, e meno orgoglio personale,  possono ritrovare  di comune accordo una soluzione amichevole: cosa non da poco. L’ Omci (Organismo di mediazione e conciliazione Italia), ha esperti mediatori in tutte le discipline (Siamo gli unici);

- Vista la materia obbligatoria in tema di rapporti finanziari con istituti di credito, omci ha al suo interno mediatori, esperti in materia di esecuzioni immobiliari e soluzioni stragiudiziali dei problemi derivanti dal mancato pagamento del mutuo, la consulenza e l'assistenza a chi ha problemi con il pagamento del mutuo o ha già ricevuto un pignoramento e vorrebbe conoscere le alternative alla vendita in asta; Omci ha anche Socioloci Clinici, socioterapeuti, disposti a supportarti gratis fino alla fine dei tuoi problemi;

OMCI offre ai lavoratori e alle aziende, e ai loro avvocati, coinvolti in una controversia di lavoro la gestione professionale e neutrale di una procedura di mediazione professionale. Una soluzione estremamente efficace e conveniente per garantire reciproca soddisfazione e soluzioni creative. L’intervento di un mediatore professionale terzo neutrale specializzato in materia del lavoro, costituisce un valore aggiunto inestimabile al tentativo di composizione di liti tipicamente risolte, sino ad oggi, nell’ambito di “conciliazioni paritetiche” soggette, dunque, ai limiti della negoziazione diretta, porteremo a termine anche queste, come da Legge.

E Ancora: OMCI HA ANCHE CASSAZIONISTI SPECIALISTI NEL DIRITTO FISCALE, BANCARIO TRIBUTARIO, ESPERTI PER LA CRISI DI IMPRESA, ESPERTI NEL SETTORE ASSICURATIVO, AMMINISTRATIVO, MILITARE, TUTTI I DIRITTI REALI, GEOLOGI ESPERTI IN FRANE, ESPERTI IN SICUREZZA SUL LAVORO, ESPERTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E VICEVERSA, PENALISTI DI ALTO RILIEVO, PROCURATORI EMERITI DELLA REPUBBLICA ITALIANA DI CASSAZIONE e MOLTO ALTRO, DR. GEOMETRI, ECONOMISTI COMMERCIALISTI (VEDERE NELLA TABELLA MEDIATORI), INOLTRE OMCI è l'ORGANISMO CHE COSTA MENO DI TUTTI, BASTA VERIFICARE LE TABELLE è INDENNItà E VEDRETE CHE OMCI è L'UNICO CHE FA L'AUMENTO DI 1/4 DEL IN CASO DI ACCORDO, NON SULL'INDENNITà NON SCONTATA, COME FANNO TUTTI, MA SU QUELLA SCONTATA ED IN QUESTO SIAMO GLI UNICI,  Rispetto a tutti gli altri Organismi.E Se Vuoi divenire Mediatore, ricordate che siamo anche ente formativo iscritti all'albo Formatori del Ministero della Giustizia.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Febbraio 18 2022
  
17
Gennaio
2022

La Guardasigilli Marta Cartabia ha firmato il decreto con il quale vengono costituiti sette gruppi di lavoro: coinvolti 73 esperti;

Costituito il gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche normative in materia di procedure di mediazione e negoziazione assistita.

L'art. 2 del decreto della Ministra Cartabia nomina i componenti del gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche normative in materia di procedure di mediazione e negoziazione assistita, nonche´ in materia di arbitrato. Essi sono:

 

  1. Avv. Severa Azzarello Addetta all’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;

 

  1. Prof. Paolo Biavati Universita` degli Studi di Bologna;

 

  1. Dott.ssa Maria Cristina Contini Magistrato addetto all’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;

 

  1. Prof. Filippo Danovi Vice Capo dell’Ufficio legislativo del Ministero della giustizia;

 

  1. Dott.ssa Mirella Delia Giudice del Tribunale di Bari;

 

  1. Avv. Donato Di Campli Avvocato del Foro di Pescara;

 

  1. Dott. Gaetano Labianca Giudice del Tribunale di Trani;

 

  1. Prof.ssa Paola Lucarelli Universita` degli Studi di Firenze;

 

  1. Prof. Marco Marinaro Universita` Luiss “Guido Carli”;

 

10. Avv. Paola Moreschini Avvocato del Foro di Roma

11. Dott. Francesco Oddi Presidente di sezione del Tribunale di Roma.
La predisposizione delle bozze degli schemi di decreto legislativo e delle relazioni illustrative dovra` essere ultimata entro il 15 maggio 2022 per i primi sei gruppi di lavoro ed entro il 30 ottobre 2022 per il settimo.

https://www.giustizia.it/giustizia/it/home_giustizia_restyle.page
https://www.gnewsonline.it/riforma-giustizia-civile-al-via-i-lavori-per-lattuazione-della-delega/

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Gennaio 17 2022
  

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