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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

25
Giugno
2021

Controlli sui corsi per mediatori: solo enti e docenti accreditati, rapporto contrattuale diretto con i partecipanti e attestazione del responsabile scientifico;

1° EFFETTO SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE, MEDIATORI E TUTTI PIU' PREPARATI E QUALIFICATI: Ecco uno dei motivi x cui è molto più conveniente essere iscritti ad organmi di Mediazione che siano anche enti Formativi, preparati, seri e qualificati. OMCI ROM 251 Ente Formativo 303, Esperti in Mediazione e Formazione dal 2010-2011, Ti aspetta su Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Perché conviene diventare Mediatore Civile oggi?
Perché con la nuova normativa si aprono ampie e interessanti prospettive professionali per i mediatori civili e commerciali, che devono aver conseguito sia una solida formazione di base in ambito giuridico empatico-comunicativo, stragiudiziale,  che capacità specifiche per una proficua risoluzione dei conflitti.
Per iscriverti invia una e mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.omci.org ;

Il Ministero della Giustizia ha risposto a dei quesiti sul corretto svolgimento dei corsi per mediatori, precisando che:

  • il Ministero può effettuare controlli documentali, anche successivamente all’erogazione del corso, sulla  tenuta dei registri, prove di esame e fatture emesse;
  • è necessario che gli enti di formazione instaurino un rapporto contrattuale ed economico diretto con i partecipanti senza alcuna intermediazione;
  • non è consentito a un ente non accreditato, cioè non iscritto nell’elenco degli enti di formazione, organizzare corsi per mediatori;
  • i corsi sono ritenuti validi solo in presenza di formatori accreditati presso l’ente che eroga il corso;
  • i corsi devono essere erogati almeno con due diversi docenti: uno per la parte teorica e una per quella pratica;
  • nelle comunicazioni promozionali deve essere sempre ben chiaro che l’ente che eroga il corso è uno di quelli accreditati dal Ministero della giustizia, citando il numero di iscrizione e i formatori accreditati che svolgeranno le docenze;
  • il responsabile scientifico deve attestare la completezza e l’adeguatezza dei percorsi formativi e di aggiornamento, come previsti e istituiti ai sensi dell’art. 18, lett. f) e g) del citato d.m. n. 180/2010.

Ministero della Giustizia

DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI DI GIUSTIZIA DIREZIONE GENERALE DEGLI AFFARI INTERNI

UFFICIO II – ORDINI PROFESSIONALI E ALBI

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 27 2021
  
24
Giugno
2021

Se non si arriva ad un accordo in sede di mediazione, il mediatore è invitato a formulare una proposta, anche in assenza di una richiesta delle parti ed, in caso contrario, illustrare perchè non ha formulato alcuna proposta di accordo.

Tribunale di Gorizia, Giudice Dott.ssa Laura Di Lauro, provvedimento del 03.06.2021;

Sintesi: Il Giudice del Tribunale di Gorizia ha innanzitutto rilevato che la controversia rientra tra quelle per cui è prevista la mediazione obbligatoria a pena di improcedibilità ex art. 5 D. Lgs. 28/2010, come novellato dal D.L. n. 69/2013, conv. in Legge n. 98/2013. (Locazione, sfratto);
Successivamente, ha precisato che il mediatore può formulare una proposta tutte le volte in cui le Parti non raggiungono l’accordo, anche in assenza di una richiesta congiunta di queste ultime (ciò, quindi, a dispetto e oltrepassando il dettato di cui all’art. 11 del D. Lgs. 28/2010, così come sostituito dall'art. 84, co. 1, lett. l) del D.L. n. 69/2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 98/2013, secondo il quale quando non viene raggiunto l'accordo, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta). In caso contrario, il mediatore dovrà indicare le ragioni per le quali non ha ritenuto utile formulare alcuna proposta.
L’interpretazione “estensiva” effettuata dal Tribunale di Gorizia trae spunto dal dettato di cui all’art. 55 del D. L. 83/2012 che modifica la Legge n. 89/2001 sull’equa riparazione del danno per la violazione del termine di ragionevole durata del processo, introducendo il comma 2 quinquies che alla lettera c) non riconosce alcun indennizzo “nel caso di cui all’articolo 13, primo comma, primo periodo, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28”, ovvero allorquando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta formulata dal mediatore.
Inoltre, il Giudice ha specificato che tale proposta (lo si ribadisce, anche in assenza di una concorde richiesta delle parti) costituisce un passaggio fondamentale della procedura di mediazione ed è, quindi, opportuna.
Infine, il Giudice ha sottolineato che i principali compiti del mediatore sono: 1) informare le parti circa le  conseguenze che possono derivare dal rifiuto ingiustificato di dare seguito al procedimento di mediazione dopo il primo incontro informativo; 2) spronare le parti a chiarire quali siano le ragioni del rifiuto; 3) verbalizzare il contenuto delle dichiarazioni rese in tal senso dalle parti, ad eccezione del caso in cui il dichiarante non fornisca il proprio consenso e del caso in cui la ragione del rifiuto riguardi proprio il merito della lite.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 24 2021
  
23
Giugno
2021

Ministro Cartabia: Liti temerarie: sanzioni per chi agisce con mala fede o colpa grave;

Dal Ministro delle Giustizia Cartabia del 22/06/2021;

Gli emendamenti governativi alla riforma del processo civile puntano a introdurre una responsabilità aggravata e sanzioni nei confronti chi agisce o resiste in giudizio con mala fede o colpa grave.

Riforma processo civile: subemendamenti fino al 2 luglio

Il nuovo volto del d.d.l. di riforma del processo civile potrebbe essere svelato in tempi davvero brevi. Gli emendamenti presentati dalla Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, infatti, sono potenzialmente idonei a impattare fortemente sull'impianto del disegno di legge originariamente predisposto dall'ex Guardasigilli Bonafede e attualmente al vaglio della Commissione Giustizia al Senato. Cartabia ha in diverse occasioni ribadito l'importanza di approvare, entro fine 2021, le leggi di delegazione per la riforma del processo civile, del processo penale e del CSM. Obiettivo ambizioso, ma da perseguire necessariamente per rispettare gli impegni presi con l'UE e illustrati all'interno del PNRR, vincolanti per poter beneficiare delle risorse dei fondi Next generation EU messe a disposizione per l'Italia. Intanto, come dichiarato da Fiammetta Modena, relatrice in commissione Giustizia del disegno di legge delega, "il termine per presentare i subemendamenti è il 2 luglio. Poi partirà l'esame in commissione". Si punta, in tal modo, a ottenere il via libera da parte del Senato durante l'estate, affinché da settembre possa iniziare ad esaminare il provvedimento anche la Camera dei deputati.

Emendamenti Cartabia: come potrebbe cambiare il d.d.l. giustizia

Nonostante l'impianto complessivo del disegno di legge sia rimasto il medesimo, sono i contenuti che potrebbero essere fortemente innovati qualora passassero gli emendamenti per la cui predisposizione la Ministra Cartabia di è avvalsa del supporto di una collaborazione di esperti. In sinergia con quanto previsto all'interno del PNRR, si punta, in primo luogo, alla riduzione della durata dei processi civili di almeno il 40%, necessaria per implementare l'efficienza della macchina giudiziaria, o addirittura a non arrivare proprio in aula, snellendo i contenziosi attraverso la valorizzazione e il potenziamento delle misure alternative per la risoluzione delle controversie, in particolare mediazione etc.

"Sanzioni per chi agisce o resiste con mala fede o colpa grave"

All'interno degli emendamenti trova spazio anche un intervento relativo ai doveri di collaborazione tra le parti e i terzi, che si inquadra nell'ottica delle modifiche e integrazioni al al codice di procedura civile al fine di ampliare la casistica di applicazione dell'art. 96 del codice di rito. Tale norma, infatti, configura una responsabilità aggravata a carico della parte soccombente in giudizio che abbia agito o resistito con la coscienza dell'infondatezza dell'azione o eccezione, senza aver adoperato la normale diligenza per acquisire la coscienza dell'infondatezza della propria posizione.L'emendamento governativo mira a estendere la possibilità di pronunciare la condanna di cui all'art. 96, terzo comma, anche nei confronti della parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave.Oltre ad aggiungere tale ulteriore criterio, l'emendamento prevede che, con la medesima condanna possa essere disposto dal giudice, anche d'ufficio, a favore della controparte, il pagamento di una somma equitativamente determinata, non superiore al doppio delle spese liquidate e, a favore della cassa ammende, il pagamento di una somma in misura non superiore a cinque volte il contributo unificato o, in caso di esenzione di quest'ultimo, non superiore nel massimo a cinque volte il contributo dovuto per le cause di valore indeterminabile.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 27 2021
  
23
Giugno
2021

La mancata adesione della parte invitata non costituisce un serio tentativo di risoluzione stragiudiziale della vertenza e induce il Giudice a rinviare le parti in mediazione.

Tribunale di Pistoia, ordinanza del 06.05.2021;

Sintesi: Interessante la recente pronuncia del Tribunale di Pistoia, relativamente ad una vertenza in cui è prevista la mediazione obbligatoria.
Ebbene, nel caso di specie il procedimento di mediazione ha avuto esito negativo a causa della mancata adesione della parte regolarmente invitata.
In merito, il Giudice ha rilevato che ciò non costituisce un serio tentativo di conciliazione della vertenza, mentre invece la sede più opportuna per gestire il conflitto e favorire un confronto immediato che venga coordinato da un professionista terzo ed imparziale è proprio la mediazione.
Peraltro, tale procedimento offre tempi decisamente più rapidi rispetto a quelli processuali e consente di limitare le spese che le Parti devono sostenere.
Per tali ragioni, il Tribunale di Pistoia ha disposto il tentativo effettivo di mediazione, onerando la parte attrice di provvedere in tal senso e precisando quanto segue:

  1. è necessaria la comparizione personale delle parti;
  2. il tentativo di mediazione è obbligatorio a pena di improcedibilità dell’azione e la condotta delle parti potrà essere valutata ai sensi degli artt. 88 e 96 c.p.c.;
  3. la mancata ed ingiustificata partecipazione al procedimento di mediazione comporta la condanna al versamento di un importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio e può costituire argomento di prova;
  4. è doverosa la volontà delle parti di esperire effettivamente e realmente il tentativo di mediazione e, pertanto, queste ultime hanno solo ed esclusivamente la possibilità di comunicare eventuali impedimenti all’effettivo esperimento del tentativo di mediazione;
  5. il rifiuto della proposta del mediatore potrà comportare l’esclusione della ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, ex art. 13 D. Lgs. n. 28/2010;
  6. è possibile produrre in giudizio una consulenza tecnica effettuata in sede di mediazione.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 23 2021
  
20
Giugno
2021

18/06/2021 - Covid e crisi d'impresa: la proposta di avvocati e commercialisti;

Il gruppo di lavoro dall'Ordine degli Avvocati di Milano e dell'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano ha formulato un testo, inviato alla Ministra Cartabia. Pandemia e imprese, la proposta per uscire dalla crisi:

Con il perdurare dell'emergenza sanitari servono urgenti da parte del governo alla crisi economica delle imprese. Da qui la proposta formulata dall'Ordine degli Avvocati di Milano e dall'Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano dopo la costituzione di un gruppo di lavoro che ha formulato un testo, inviato alla Ministra Cartabia, contenente proposte di interventi normativi al Codice della Crisi. A fare il punto della situazione ci pensa il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano, Vinicio Nardo, che rimarca «la crisi epocale» che stiamo vivendo e che «colpisce l'economia e quindi la società italiana con la pandemia, ma che nasce da problemi antichi allevati ben prima del covid-19 anche da una normativa sulla gestione delle crisi aziendali che ha alimentato in parte un mercato meno competitivo di quello di altri Paesi. Come per moltissime altre situazioni, che coinvolgono noi avvocati - aggiunge - e quindi tutti i cittadini e tutte le imprese, adesso abbiamo l'opportunità unica di correggere errori storici per favorire il rilancio per uscire da questa crisi, ma in realtà per rimettere in moto un Paese finalmente sui binari giusti. Per questo abbiamo fatto squadra con gli amici Commercialisti per dare un nostro aiuto al lavoro di enorme responsabilità che sta facendo il Governo in questo momento, consapevoli che non sono solo i soldi dell'Europa in gioco ma l'occasione unica, che abbiamo solo adesso, di cambiare il nostro Paese per i prossimi 50 anni e non per i 5 del PNRR e del Recovery fund».

Gestione crisi d'impresa, la rivoluzione gentile

Come chiarisce una nota del gruppo di lavoro, lo scopo è «dare un contributo che nasce dalle rispettive competenze per aiutare il Governo in questa fase decisiva». Per questo motivo il documento propositivo è stato inviato alla Ministra della Giustizia, Prof.ssa Marta Cartabia, alla Commissione Ministeriale per le proposte di interventi normativi al Codice della crisi d'impresa e all'Ufficio Legislativo del Ministero della Giustizia. Ad essere indicate sono «alcune strade per una rivoluzione gentile nella gestione positiva della crisi d'impresa». Secondo chi ha messo a frutto il lavoro le proposte di riforma avanzate sono ispirate ad un cambiamento dell'angolo visulae, in modo da incontro alle imprese e quindi ai lavoratori e al futuro del Paese.

Le proposte: rivalutare l'impresa come bene sociale

In particolare il focus si è incentrato su «rivalutazione dell'impresa come bene sociale, la rilettura della crisi aziendale con una cultura aziendalistica oltre che legale - spiegano ancora avvocati e commercialisti - come la protezione del valore della continuità aziendale, l'attenzione ai capitali non finanziari delle imprese, la riconsiderazione della liquidazione fallimentare dimostratasi inefficiente rispetto al suo reale valore residuale, la revisione di una disciplina della crisi che non scoraggi il rischio d'impresa e quindi l'economia e, infine, la priorità ad una gestione delle crisi aziendali che non distragga l'attenzione dall'economia criminale che cresce nelle patologie ordinarie attuali». Il lavoro di riprogrammazione contenuto nell'articolata proposta degli ordini di avvocati e commercialisti immagina «una rivisitazione radicale dell'approccio alla crisi d'impresa. Tra le molte strade tracciate da Avvocati e Commercialisti milanesi alcune nello specifico potrebbero rappresentare una rivoluzione gentile ma fondamentale per tutta l'economia italiana: l'aumento delle soglie di fallibilità, la previsione di misure antiriciclaggio più stringenti ed efficaci, alcune modifiche essenziali dell'istituto del concordato preventivo e l'eliminazione dei sistemi presuntivi di quantificazione del danno».

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 20 2021
  
18
Giugno
2021

I Tribunali, insistono: Partecipazione personale delle parti o procura speciale sostanziale;

Tribunale di Milano, 14 aprile 2021, I civile, Estensore Boroni;

Sintesi: Il tribunale di Milano torna sul tema della partecipazione personale delle parti conformandosi al principio dettato da Cassazione n. 8473/2019 e riafferma nel caso di specie la necessità di una procura speciale sostanziale conferita al difensore con lo specifico oggetto della partecipazione alla mediazione e il conferimento del potere di disporre dei diritti sostanziali che ne sono oggetto”.

P.Q.M.
Visto l’art. 5 d.lgs 28/2010, assegna alla parte attrice il termine perentorio di 15 giorni dalla comunicazione del presente provvedimento per la presentazione della mediazione.
Rinvia la causa all’udienza del 5.10.2021 ore 9,30 per la verifica in ordine all’esito della mediazione.
Si comunichi
Milano, 14 aprile 2021 Il Giudice
dott. Valentina Boroni

PS: PER TUTTI NON INVIATE PAGAMENTI SENZA ISTANZA IN QUANDO DOPO 5 GIORNI DECADE E NON INVIARE ISTANZE SENZA PAGAMENTO, é SCRITTO SU TUTTI I REGOLAMENTI, DECRETI, REGOLAMENTO, LO STESSO VALE PER IL MODULO ADESIONE VA SEMPRE INVIATO A Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e per conoscenza al Mediatore, ma senza attendere, la fattura elettronica va fatta subito, per questo i dati di chi riceve la fattura devono essere ben chiari visibili e comprensibili, scritti a pc, scaricando i moduli edittabili sotto il link Mediazioni;

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Giugno 18 2021
  
16
Giugno
2021

Difformità tra istanza di mediazione e atto di citazione.

Tribunale di Verona, sentenza 26.04.2021 – Giudice Estensore Dott. Massimo Vaccari;

Sintesi: In una vertenza in materia bancaria, l’Istituto di Credito convenuto eccepiva la parziale improcedibilità della domanda attorea per mancato esperimento del procedimento della mediazione obbligatoria relativamente ad alcune su alcune voci di danno indicate nell’atto di citazione, ma non In precedentemente dedotte e quindi rimaste estranee al procedimento di Adr.

Il Tribunale di Verona ha rilevato l’infondatezza della predetta eccezione per i seguenti motivi:

  • ai sensi dell'art. 4, comma 2, del D. Lgs. n. 28/2010, l'istanza di mediazione deve indicare l'organismo di mediazione e le parti, l'oggetto e le ragioni della pretesa;
  • la difformità tra oggetto e ragioni della istanza di mediazione e quelli del conseguente giudizio, che comporta il difetto della condizione di procedibilità, è rilevabile quando nel giudizio di merito la domanda non solo abbia un petitum più ampio, anche solo in punto di quantum, di quello della istanza di mediazione ma quando si fondi anche su fatti costituitivi ulteriori rispetto a quelli dedotti nella fase stragiudiziale;
  • diversi precedenti giurisprudenziali (Trib. Mantova 23.1.2019; Trib. Pordenone 18.02.2019; Cass. n. 29333 del 13.11.2019) interpretano la sopra menzionata normativa, ritenendo che l’obbligo di indicare l’oggetto e le ragioni della pretesa riguardi il nucleo più significativo o rilevante della controversia e non le domande accessorie;
  • nel caso di specie, l’istante aveva individuato nell’istanza di mediazione la propria richiesta risarcitoria e l’aveva poi ampliata nel quanto nel successivo giudizio, senza però modificare la sua causa petendi e nemmeno il nucleo dei fatti storici posti a fondamento di essa.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Giugno 16 2021
  
13
Giugno
2021

Omci, Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia;

“La Pace è un bene comune, essa deve partire dalle nostre Famiglie”.

Papa Francesco;

“La Mediazione è un Diritto di tutti, basta Uscire dagli schemi rigidi che abbiamo, è un Valore Aggiunto e come tutti i Valori ci andrà un po’ a capirlo, ma una volta Compreso nessuno vorrà più farne a meno”.

Claudio Salusso;

Ti piacerebbe entrare nell’élite dei mediatori e trasformare la tua professione affermandoti nel settore della mediazione professionale?
Come molti tuoi colleghi in Italia stanno facendo, hai finalmente la possibilità concreta di veder crescere il numero delle tue mediazioni, aumentare i tuoi margini di guadagno e liberare più tempo per te e per ciò che più ami.
Ma se non hai questi requisiti non fa per te, unico costo che si ha divenuto mediatore è la quota annuale obbligatoria, comprensiva si Assicurazione ed il corso di aggiornamento biennale.Tutto con prezzi tra i migliori in assoluto.

COSA CHIEDIAMO

Il candidato ideale ha una forte motivazione ad acquisire tecniche e strategie utili nella gestione del conflitto e disponibilità alla formazione continua. È dotato di una spiccata attitudine comunicativo-relazionale e di una buona dose di proattività imprenditoriale per diffondere e promuovere la cultura della mediazione presso potenziali clienti e colleghi.

COSA TI OFFRIAMO

Corso di Formazione da 50 ore con esame finale di 4ore ad un prezzo Ottimo.; Formazione Continua e un ottima percentuale sulle Mediazioni;

PERCHé CONVIENE?

Se interessato non attendere oltre in quanto a breve ci sarà una nuova riforma e le ore di Formazione principali aumenteranno parecchio cosi come i corsi.  (ecco il motivo per cui quasi tutti gli avvocati si stanno adeguando divenendo Mediatori, questo vi servirà per essere iscritti all'organismo e all'albo Mediatori tenuto presso il Ministero della Giustizia. (Potrete in questo modo sia fare a consulente difensore, sia il Mediatore);

Omci ricerca costantemente Mediatori e nuove sedi (In particolare su Milano, Lombardia Tutta e Responsabili di sede, Cuneo, Sardegna, etc. da inserire nel proprio organico, possibilmente motivati). I Requisiti sono quelli richiesti dalla Legge, cerchiamo tutte le Figure che abbiano a che fare con la Mediazione civile, commerciale, familiare. Se avvocati si accettano solo avvocati civilisti, preparati, non di parte e Motivati. Essenziali sono poi i Commercialisti, Notai, Dr. Geometri, Consulenti del avoro, Esperti della comunicazione "senza questa non si va da nessuna parte" etc. Se senza corso lo facciamo noi, non prima di aver superato un colloquio orale della durata di 30 Minuti, superato questo inizierete il corso (dove sarà Vietato l'uso di cellulari o altro che distrae), avrete 30 minuti pausa e una volta finito il corso dovrete fare un esame scritto e Orale di 4 ore, se passerete Riceverete l'attestato da Mediatore Professionista di 50 ore, e successivamente potrete iscrivervi al nostro organismo e di conseguenza sarete abilitati e iscritti all'albo dei Mediatori, se interessati scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; Si rammenta che a partire dal 14 Giugno, (salvo altri DPCM), i corsi saranno svolti solo più in aula cosi come da Decreti, lo stesso per le mediazioni: L'importante è rispettare le distanze, usare la Mascherina, Areare bene, Prendere la febbre e far lavare mani con i detergenti appositi. Scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. se interessato.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Giugno 27 2021
  
06
Giugno
2021

Comunicazione dell'istanza e dies a quo per l'interruzione della decadenza per impugnare una delibera condominiale;

Tribunale di Roma 23 febbraio 2021, Estensore Sebastiano Lelio Amato

SINTESI: La comunicazione dell’istanza di mediazione veniva notificata al Condominio in data successiva ai 30 giorni dal giorno dell’assemblea (a cui l’istante aveva partecipato).
Parte attrice ha sostenuto che la presentazione tempestiva dell'istanza sarebbe sufficiente ad evitare la decadenza, non potendosi, anche alla luce di una interpretazione costituzionalmente orientata della norma cit. [art. 5, comma 6, Dlgs 28/2020 ndr], ritenere che i ritardi di un terzo (l'Organismo di mediazione) nella individuazione del mediatore e nella fissazione dell'incontro possano comportare conseguenze pregiudizievoli a carico dell'istante che, da parte sua, ha rispettato il termine.
Il giudice rileva che “la disposizione cit. [art. 5, comma 6, Dlgs 28/2020 ndr] riferisce l'effetto "impeditivo" della decadenza alla comunicazione dell'istanza, e non al mero deposito, e ciò è conforme alla presumibile ratio della norma, che è quella di permettere all'amministratore ed al Condominio di avere certezza, in un termine breve, riguardo al fatto che le delibere adottate dall'assemblea siano state impugnate ovvero si siano consolidate, al fine di poter congruamente determinarsi in ordine alle ulteriori attivita` esecutive e gestorie.”
Secondo il magistrato romano “Dare rilevanza al deposito dell'istanza presso l'organismo di mediazione, e non alla relativa comunicazione al Condominio - che potrebbe venirne a conoscenza diversi giorni dopo la scadenza del termine - frusterebbe la ratio sopra indicata.”.
Pur dando atto di opinioni discordanti in giurisprudenza, il magistrato ricorda che l’art. 8, comma 1, Dlgs 28/2010 “prevede che la stessa parte interessata possa comunicare all'altra la domanda di mediazione”. Dunque la stessa parte istante avrebbe potuto “introdurre la mediazione e, contemporaneamente, comunicare l'avvio della procedura al Condominio, senza necessariamente attendere che l'Organismo di mediazione provveda per conto proprio alla fissazione dell'incontro e alle comunicazioni”. Probabilmente solo OMCI e pochi altri, fanno tutte le notifiche senza che le parti abbiano questo problema. Provate Omci e vi sentirete come a casa vostra!

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Giugno 07 2021
  
03
Giugno
2021

La mancata partecipazione al procedimento di mediazione è sempre sanzionabile;

SINTESI: Secondo il Tribunale di Torino, la parte che non partecipa alla procedura di mediazione deve essere sempre condannata al pagamento di una somma, pari al contributo unificato per il giudizio. Difatti, la sanzione suindicata “prescinde dall’esito del giudizio p e la cui ratio risiede nella violazione di quello che è ormai un principio immanente dell’ ordinamento giuridico e cioè che la partecipazione alla mediazione è un valore in sé, a prescindere dal merito e quindi dal convincimento di non dover incorrere nella soccombenza”.

Pqm

Il Tribunale, decidendo nel procedimento iscritto nel RG al n. …./19, ogni contraria istanza, eccezione e deduzione respinta o dichiarata assorbita o inammissibile, così provvede:
Rigetta le domande formulate da S. di B. e C. sas; Condanna S di B. M. e C. sas, in persona del legale rappresentante pro tempore, a rimborsare la Banca…, in persona del legale rappresentante pro tempore, le spese del giudizio, che liquida in euro 7.254,00, oltre IVA e cpa come per legge e rimborso forfettario nella misura del 15%;
Pone le spese di ctu, come già liquidate, a definitivo carico di S. di B. M.X e C. sas, in persona del legale rappresentante pro tempore; Condanna Banca … , in persona del legale rappresentante pro tempore, a versare all’ entrata del bilancio dello Stato una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il presente giudizio.
Torino, 23.3.21

Il Giudice Dott.ssa Gabriella Ratti

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Giugno 03 2021
  

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