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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

10
Aprile
2022

SI RICORDA CHE SOLO GLI ORGANISMI ED ENTI FORMATIVI DI MEDIAZIONE ISCRITTI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA E DI CONSEGUENZA I MEDIATORI ISCRITTI e FORMATORI AD UN ORGANISMO ED ENTE FORMATIVO, SONO ABILITATI AD ESEGUIRE MEDIAZIONI e FORMAZIONI;

Attenti a chi invia e- mail promettendovi di farvi fare Mediazioni e Formazioni, Consulenze a pagamento ecc, per Tutte le Materie che riguardano la Mediazione civile e commerciale scoprendo poi che non hanno Titolo in quanto non sono iscritti a nessun organismo o si fanno passare per Agenzie o liberi professionisti Es. Geometri, che fanno in proprio Materie Obbligatorie in Mediazione, e tutte le altre Materie, che con la Cartabia saranno molte di più, ma non sono iscritti all’albo Mediatori o Organismi di Mediazione e non lo fanno neppure da uno di questi, ecco QUESTO IN PROPRIO NON SI PUO' FARE). Lo diciamo perché addirittura a noi arrivano e mail con nomi di Presunti organismi o di Mediatori assolutamente non abilitati dal Ministero. Infatti solo gli Organismi iscritti al Ministero con tanto di numero R.O.M. possono eseguire Istanze Regolari e solo i Mediatori iscritti all’albo attraverso l’iscrizione ad almeno un Organismo iscritto al Ministero possono agire, tutti gli altri sono solo Irregolari e / o organismi in alcuni casi Cancellati che continuano ad operare senza essere Regolari, Questi Vanno segnalati al Ministero della Giustizia che prenderà i dovuti Provvedimenti; inoltre le consulenze in un organismo non vanno assolutamente pagate. Solo una volta depositata un’istanza se ci va una CTU sarà addebitata alle parti. Prima di tutto se volete vedere se un organismo è iscritto Regolarmente al Ministero, Verificatelo sul sito. https://mediazione.giustizia.it e lo stesso per il Mediatore. Anche questo infatti lo potete verificare sullo stesso sito e / o sul sito dell’organismo regolarmente Iscritto. Tutti gli altri sono irregolari e tutte le Promesse non avranno alcun Valore Legale. La realtà è che i costi della mediazione sono accessibili a tutti, ed inoltre una volta conciliato sarete segnalati dall’organismo di mediazione al ministero della Giustizia il quale provvederà  nell’anno successivo a rendervi quanto speso o in parte la somma sotto forma di credito d’imposta, senza alcun costo aggiuntivo per Voi e per lo Stato ed anche l’avvocato che vi assiste avrà costi molto meno esosi.                       La tranquillità che non esiste in un aula di tribunale, in mediazione sarete a vostro agio dall’inizio alla fine ed inoltre con un po’ di complicità delle parti, potrete eliminare tutti i disguidi avuti nel tempo, permettendovi di ritrovare anche a livello comunicativo ed emotivo, quella Pace e tranquillità che dovrebbe essere il principale Motivo per Vivere in una determinata Società, una volta finita la mediazione ogni rancore verso l’altro sarà superato, grazie anche alla preparazione del Mediatore in questo ambito fondamentale per essere un buon mediatore; La quasi certezza di non dover mettere consulenti tecnici: un buon organismo solitamente possiede tutte le figure che necessitano per la risoluzione di una determinata controversia, preparato sia a livello normativo, che tecnico, che comunicativo; In tutto il mondo, la Mediazione è usata da decenni, proprio per le sue caratteristiche di celerità, costi accessibili e preparazione dei mediatori, da noi ci sono voluti ANNI per avere questo strumento e risparmiare tempo, non farlo perdere ai Giudici e Finire tutto in tempi brevissimi a costo praticamente ridicolo, risparmiando e facendo risparmiare lo stato. Per i mediatori è importante invece effettuare i corsi da un organismo di mediazione che sia anche ente formativo per poter accedere subito e con certezza al tirocinio assistito. Ci sono poi oggi tantissimi Organismi che fanno di Tutto perdendo di fatto competenze specifiche nella vera Mission che è quella relativa alla Mediazione Civile e Commerciale. Non basta tutto questo per provare la Mediazione Civile? Provala, che tu sia un privato cittadino, un ente territoriale o pubblico, un’azienda (che può inserirlo anche nelle proprie clausole compromissorie/contrattuali), una Volta provata ti renderai conto che la Mediazione è Veramente l’unico modo per arrivare il prima possibile ad ottenere ciò che volevi in tempi rapidissimi! E IL VERBALE FIRMATO DA TUTTE LE PARTI HA VALORE EQUIPOLLENTE AD UNA SENTENZA DI 1° GRADO, Per info: e per verificare se un Organismo è Legale controllate su https://mediazione.giustizia.it e fate lo stesso per il Mediatore.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Aprile 25 2022
  
07
Aprile
2022

Vi deve essere simmetria tra il contenuto dell’istanza di mediazione l’atto introduttivo del giudizio;

Tribunale di Roma, Sez. V civile, 11.01.2022, sentenza n.259, giudice Corbo

Il Tribunale di Roma dichiara inammissibile l’impugnazione perché tardiva:mancando la necessaria simmetria tra l’istanza di mediazione e la domanda giudiziale in concreto formulata, la mediazione non può ritenersi validamente svolta e, quindi, non impedita la decadenza dell’impugnazione ex art. 1137 c.c.”.
L’istanza di mediazione era stata redatta in maniera “del tutto generica”, priva di “riferimento alle singole delibere impugnate ed ai vizi ad esse imputati”. Il giudice pertanto ha ritenuto inutile demandare alle parti una nuova mediazione “che mai avrebbe potuto sanare la decadenza” nella quale era incorso il condomino impugnante.
L’art.4 del D.Lgs.vo 28/2010 dispone che “l’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa” similmente all’art. 125 c.p.c. circa il contenuto degli atti processuali, fatta eccezione per i soli “elementi di diritto” (cfr. Cassazione civile sez. III, 13/11/2019, n.29333). L'applicazione di detta norma impone, secondo il giudice, una simmetria tra fatti narrati in sede di mediazione ed i fatti esposti in sede processuale, almeno per quelli principali; diversamente, dovrebbe essere dichiarata l'improcedibilita`, per mancato assolvimento della condizione prevista dal legislatore.
Secondo il giudice romano “l’istanza di mediazione deve ricalcare la futura domanda di merito, includendo tutti, e gli stessi elementi fattuali che saranno introdotti nel futuro giudizio”. Una domanda processuale diversa, che esuli, anche solo in parte, da quella prospettata in sede di mediazione, va considerata nuova rispetto a quella passata per il filtro della mediazione.
Nel caso di impugnazione di delibera condominiale sussiste un termine di decadenza che viene interrotto (e non sospeso, come ormai chiarito dalla giurisprudenza anche di questo tribunale) dalla "comunicazione" (che può essere fatta sia dall'organismo di mediazione che direttamente dall'istante) della istanza di mediazione alla controparte una sola volta e che inizia a decorrere nuovamente dal deposito del verbale conclusivo della mediazione. Tale effetto interruttivo, però, può essere riconosciuto solo ad una procedura validamente espletata.
La sentenza richiama i precedenti Tribunale Civitavecchia sez. I, 04/02/2022, n. 151; Tribunale Milano sez. XIII, 21/02/2019, n. 1729; Tribunale Mantova sez. II, 22/01/2019; Tribunale Bari sez. III, 22/11/2017, n. 5281.

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Aprile 07 2022
  
05
Aprile
2022

L’amministratore che esprime un parere negativo circa la possibilità di proseguire nella procedura – in quanto il mandato conferito dal condominio all’assemblea era di non procedere nella mediazione – non equivale a rifiuto di partecipare alla mediazione.

Tribunale di Torino, sez. VIII civile, 13.01.2022, sentenza n. 111, giudice De Magistris

SINTESI: Il tribunale di Torino si pronuncia su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo proposta da un condomino (il condominio aveva chiesto l’emissione di decreto ingiuntivo per oneri condominiali).

Il giudice ricorda che la giurisprudenza pone a carico dell’attore in senso sostanziale (il condominio opposto) l’onere di avviare la procedura e il conseguente rischio dell’improcedibilità. Tuttavia nel caso di specie la mediazione era stata avviata dal condomino (convenuto in senso sostanziale).
Esperita senza successo la mediazione iniziata dall’attore e conclusa con il verbale negativo in atti non per il comportamento oppositivo dell’amministratore ma per l’impossibilità di addivenire ad un accordo come emerge dal verbale stesso, la mediazione iniziata da parte opponente deve ritenersi proposta correttamente e la condizione di procedibilita` verificata.
La giurisprudenza di legittimità non introduce una seconda condizione di procedibilità ma stabilisce, esclusivamente, su quale parte gravi l’onere di iniziativa ed il conseguente rischio dell’improcedibilità. Non rileva il mancato assolvimento, da parte del condominio, dell’onere di riproporre la mediazione dopo la pronuncia dell’ordinanza ex art. 649 c.p.c. La condizione di procedibilità può ritenersi, inoltre, realizzata qualora una o entrambe le parti comunichino al termine del primo incontro davanti al mediatore la propria indisponibilità a procedere oltre.” (Cass. n. 8473/2019).
L’amministratore che esprime un parere negativo circa la possibilità di proseguire nella procedura – in quanto il mandato conferito dal condominio all’assemblea era di non procedere nella mediazione – non equivale a rifiuto di partecipare alla mediazione.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Aprile 05 2022
  
04
Aprile
2022

L’istanza di Mediazione, deve essere inviata alla parte personalmente e non al procuratore costituito, compliato in tutte le sue parti, come il Doc. adesione convenuto deve invece essere inviata dal convenuto compilati, all'organismo e mai ad altri;

Giudice di Pace di Roma del 23.11.2021 n. 24928, giudice Anna Condò

SINTESI: Il Giudice di Pace di Roma con una sentenza articolata ha trattato un tema “spinoso” vale a dire a chi va fatta la comunicazione dell’istanza di mediazione quanto è delegata o c’è un giudizio in corso. È prassi in molti organismi sia per velocizzare che per risparmiare spese inviare la pec al legale. Tuttavia un orientamento giurisprudenziale a cui fa capo questa sentenza, al contrario, afferma che la notifica al procuratore costituito non è prevista dal Dlg.vo 28/2010.
L'istanza di avvio della mediazione deve essere portata a conoscenza della controparte. Non è invece possibile inviare la stessa al solo procuratore costituito in giudizio, come avviene, al contrario, per la notifica degli atti processuali.
In un caso del genere, quindi, la procedura di mediazione non può considerarsi utilmente avviata e il giudizio deve essere dichiarato improcedibile.
La sentenza si ispira al precedente del Tribunale di Palermo (sentenza n. 3003 del 5 settembre 2019), secondo il quale è da accogliere l'eccezione di improcedibilità della domanda sollevata dal convenuto che abbia lamentato lo scorretto avvio della procedura, proprio perché la domanda di mediazione era stata notificata soltanto al difensore costituito e non anche alla parte personalmente.
Nella stessa ottica si veda Tribunale di Cremona – Giudice Estensore Dott.ssa Tiziana Lucini Paioni - sentenza del 01.07.2021. Qualora all’esito del primo incontro di programmazione la mediazione si concludesse con esito negativo – o le parti non intervengano alla seduta di mediazione disertando l’appuntamento - il mediatore riporterà su verbale, come indicato dalle varie sentenze ed ordinanze, i nomi e i
recapiti delle parti contumaci o che non intendano proseguire e dei loro assistiti e i motivi chehanno indotto a disertare l’incontro, se conosciuti, Inoltre, come richiesto dai giudici, il mediatore sarà tenuto ad effettuare la proposta richiesta dall’istante secondo quanto previsto dall’art. 11 del D.lgs. 28/2010 e s.m.i., informando le parti delle conseguenze previste dall’art. 13 del medesimo decreto.
Dal secondo incontro in poi o se le parti intendono continuare il procedimento di mediazione, si applicheranno le indennità visibili sull’istanza di mediazione e sul Regolamento Omci, Si ricorda e informa che:
 la partecipazione alla seduta di mediazione prevede obbligatoriamente l’assistenza di un legale. Pertanto, qualora la parte ne fosse sprovvista, dovrà nominare il proprio legale prima della seduta, dandone comunicazione al mediatore incaricato;
 in caso di mancata comparizione di una o più parti, vale quanto prescritto nelRegolamento Omci, art. 7 commi 5 e 7 consultabile sul sito www.omci.org;
 secondo quanto previsto dall’art.13 del D. Lgs 28/10 e s.m.i. qualora il provvedimento che decida il giudizio corrisponda interamente alla proposta del mediatore il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di un'ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto;
 secondo quanto previsto dall’art. 8 c. 4bis del D.lgs. 28/10 e s.m.i. dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116,secondo comma, del Codice di procedura civile. Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall'articolo 5, non ha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio.
 le fatture delle indennità di mediazione per le persone fisiche in formato elettronico saranno disponibili nel proprio cassetto fiscale, ove si tratti di soggetto giuridico in possesso di partita iva, sarà necessario comunicare il codice univoco Sdi;
 per le parti che si sono avvalse della mediazione è riconosciuto un credito d’imposta commisurato all’indennità corrisposta all’Organismo Omci (art. 20 D.lgs. n. 28/10 e s.m.i.). In caso di successo della mediazione, detto credito è riconosciuto entro il limite di 500,00 euro. In caso di insuccesso il credito è ridotto alla metà.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Aprile 04 2022
  
03
Aprile
2022

02/04/2022-Telemarketing: come iscriversi al registro delle opposizioni;

Il registro delle opposizioni, di cui è stato pubblicato in GU il regolamento consente ai contraenti, tramite iscrizione alo stesso, di opporsi alle telefonate indesiderate di telemarketing su fisso e mobile con o senza operatore.  Dal 27 luglio 2022 gli utenti potranno iscrivere il proprio numero telefonico nel registro pubblico delle opposizioni, il cui regolamento attuativo è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 29 marzo 2022.

Possono iscriversi al registro tutti coloro che vogliono opporsi al trattamento delle proprie numerazioni telefoniche e dei propri indirizzi ai fini dell' invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta, o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.

Sono esclusi i trattamenti di dati riferiti alle numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili e agli indirizzi postali inseriti negli elenchi di contraenti, effettuati per finalità statistiche dagli enti e dagli uffici di statistica appartenenti al Sistema statistico nazionale.

Grazie al DPR n. 26 del 27 gennaio 2022 vengono definite anche le modalità tecniche d'iscrizione degli abbonati al nuovo Registro e gli obblighi di consultazione degli operatori di telemarketing.

Vai alla guida Registro delle opposizioni. Ciascun abbonato può chiedere al gestore che la numerazione della quale è intestatario, o il corrispondente indirizzo postale, siano iscritti gratuitamente nel Registro. Per l'iscrizione, anche contemporanea di più numerazioni e per l'indirizzo postale, gli interessati devono inoltrare specifica richiesta, per via telematica o telefonica. Gli interessati iscritti al registro potranno inoltre revocare in ogni momento la propria opposizione nei confronti di uno o più soggetti, sempre per via telematica o telefonica.

Le modalità per l'iscrizione al registro, l'aggiornamento o la revoca dei propri dati, sono le seguenti:

  • web sul sito internet del gestore del Registro delle Opposizioni;
  • telefonicamente dalla linea telefonica con numerazione corrispondente a quella per la quale si chiede l'iscrizione nel registro, al numero telefonico
  • predisposto dal gestore del registro;

tramite posta elettronica. Per le diverse richieste (iscrizione/rinnovo/revoca) e in base alla modalità prescelta, sarà necessario compilare i moduli disponibili sul sito internet del gestore Registro delle Opposizioni e seguire le istruzioni. Il DPR prevede che l'iscrizione al registro "preclude qualsiasi trattamento degli indirizzi postali contenuti negli elenchi di contraenti e delle numerazioni nazionali fisse e mobili da parte degli operatori per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, effettuato mediante l'impiego del telefono oppure mediante posta cartacea, fatto salvo quanto previsto dai successivi commi."

Con l'iscrizione e il rinnovo al registro inoltre "a seguito di esplicita richiesta dei contraenti, si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo, che autorizzano il trattamento di numerazioni telefoniche nazionali, che siano o meno riportate negli elenchi di cui all'articolo 129 del Codice, effettuato mediante l'impiego del telefono con o senza operatore per fini di pubblicità o di vendita ovvero per il

compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale oppure mediante posta cartacea."

Per quanto riguarda poi specifici rapporti contrattuali dei quali è parte il contraente si applica l'art. 1, comma 5, della legge n. 5 del 2018 che prevede la revoca di tutti i consensi espressi in precedenza con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto al quale si è data l'autorizzazione al trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili per fini di pubblicità, vendita, ricerche di mercato o comunicazioni commerciali. Revoca che si estende anche alle cessioni delle numerazioni a terzi dal titolare del trattamento, in base a consensi rilasciati in precedenza.

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Ultimo aggiornamento Domenica, Aprile 03 2022
  
30
Marzo
2022

Niente multa per chi è senza mascherina perchè lo stato d'emergenza è illegittimo;

SINTESI: 30/03/2022: Il Giudice di Pace di Bressanone, con la sentenza n. 04/2022 accoglie il ricorso di un cittadino a cui è stata irrogata un multa di 410,65 euro per non aver indossato la mascherina la sera in cui i Carabinieri, dopo una festa con i colleghi per celebrare la nascita di una bambina, lo hanno fermato. Due le ragioni per le quali il ricorso va accolto e la multa annullata:

  • prima di tutto la delibera che ha dichiarato lo stato di emergenza è priva di fondamento giuridico, come sostenuto anche da altri colleghi in situazioni similari;
  • nel caso di specie inoltre i verbalizzanti hanno omesso di descrivere le circostanze di fatto richieste dalla legge provinciale e che rilevano per poter ritenere integrato l'illecito contestato. La mancata dimostrazione della presenza di condizioni che avrebbero comportato l'obbligo d'indossare la mascherina, priva infatti di fondamento la contestazione. Il giorno dopo, narra il ricorrente, di essersi recato in Caserma, dove mostrava alcune foto da cui emergeva il rispetto delle regole anticovid. Nella stessa giornata però veniva emesso e gli veniva notificato il verbale e a seguire l'ordinanza ingiunzione di € 410,65. Al soggetto veniva contestata la violazione dell'art. 4, comma 1 del decreto n. 19/2020 e della legge provinciale n. 4/2020 art 1, punto 6, disposizioni che impongono l'obbligo, nei luoghi chiusi, d'indossare la mascherina in tutti quei casi in cui si può avere contatto con persone non conviventi o quando c'è pericolo di assembramento. In sede di udienza parte opponente rendeva noto di avere irrogato il verbale al soggetto perché, quando fermato, lo stesso, in stato di ebbrezza, non indossava la mascherina, anche se intimato più volte dai Carabinieri. Il giudice di Pace, ritenendo il ricorso fondato, lo accoglie. Prima di tutto il giudicante rileva che l'entità della multa è pregiudizievole per le finanze del cittadino.  Rileva poi che la delibera con cui il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza non può considerarsi atto avente forza di legge e che nel Codice della protezione civile di cui al dlgs n. 1/2018 il rischio epidemico non rientra tra quelli per i quali è necessario intervenire previa dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, regionale o provinciale. Il Giudice di Pace fa quindi proprie le conclusioni del collega pisano per il quale "la delibera dichiarativa dello stato di emergenza adottata dal Consiglio dei Ministri il 31.01.2020 è illegittima per essere stata emanata in assenza dei presupposti legislativi, in quanto non è rinvenibile alcuna fonte avente forza di legge, ordinaria o costituzionale, che attribuisca al Consiglio dei Ministri il potere di dichiarare lo stato di emergenza per rischio sanitario. A fronte della illegittimità della delibera del CdM del 31.01.2020, devono reputarsi illegittimi tutti i successivi provvedimenti emessi per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid 19, nonché tutte le successive proroghe dello stato di emergenza". Per quanto riguarda poi il merito della questione portata alla sua attenzione, il GdP ricorda che spetta all'amministrazione provare adeguatamente la fondatezza della sua pretesa, spettando all'opponente produrre prove in grado di smentire la versione dei fatti dell'opposta. Ora, nel caso di specie al ricorrente è stata contestata la violazione della legge provinciale n. 4, che contempla l'obbligo d'indossare la mascherina nelle seguenti e tre diverse ipotesi, ovvero quando:

  • sono probabili assembramenti;
  • c'è la possibilità concreta d'incontrare o incrociare qualcuno;
  • non è possibile rispettare la distanza interpersonale di due metri.
    In relazione alle prime due ipotesi, in cui la previsione del pericolo si basa sulla possibilità o probabilità è necessario individuare un conforto oggettivo alla previsione astrattamente prevista. Prendere in considerazione quanto emerge al verbale, ossia che il ricorrente "non faceva uso delle protezioni respiratorie" non consente di stabilire in concreto se il soggetto quel giorno e in quel momento preciso fosse in effetti tenuto a indossare la mascherina perché il luogo si presentava affollato o perché non era possibile il distanziamento.Dette circostanze costituiscono il presupposto della violazione, ma se di queste manca la prova, manca anche il fondamento della violazione contestata.Sarebbe stata utile ai fini di una migliore valutazione, una descrizione più dettagliata delle circostanze oggettive e soggettive, in assenza non può ritenersi provata la condotta integrativa dell'illecito contestato. Vale quindi nel caso di specie la regola del comma 11 dell'art. 6 del Dlgs n. 150/2021, la quale sancisce che "il giudice accoglie l'opposizione quando non vi sono prove sufficienti delle responsabilità dell'opponente."
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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Marzo 30 2022
  
27
Marzo
2022

Ultimi Corsi Scontati;

Per informare tutti gli interessati, che i corsi scontati da 50 ore a euro 550,00, come mediatore Civile commerciale Finiranno a Luglio, dopo si appicherà la Tariffa Completa, per cui se siete interessati, scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , una volta raggiunti 5 discenti, avviseremo scrivendo sulla nostra piattaforma www.omci.org che i corsi partiranno insieme alle date e invieremo una e mail anche a voi. Se siete interessati non esitate più, perché dopo non sarà più fattibili. I corsi si svolgeranno presso la presidenza Omci, via Macello 3/B Cavour (TO), suddivisi in 6 giorni: giovedì, venerdì e sabato con 4 ore di esame finale, se passate l'esame riceverete l'attestato da Mediatore Civile e Commerciale proffessionista, con tanto di scritta Ministero della Giustizia, in quanto autorizzati, essendo iscritti oltre che come organismo, anche come Ente formativo al n° 303 del Ministero della Giustizia dal 2012. Dovrete poi eseguire 20 tirocini assistiti che una volta finiti vi permetteranno di eseguire Mediazioni in autonomia. Se avvocati, l'esame lo dovrete comunque eseguire in quanto sarete molto più preparati.

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Ultimo aggiornamento Lunedì, Marzo 28 2022
  
22
Marzo
2022

Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione è un valido atto interruttivo dell’usucapione.

Tribunale di Brescia – Giudice Estensore Dott. Andrea Tinelli - sentenza n. 126 del 21.01.2022.

SINTESI: Il caso in esame riguarda due vicini di casa.
Parte attrice chiedeva la condanna dei convenuti alla demolizione e/o arretramento del manufatto che deduceva essere stato realizzato in violazione delle distanze legali tra costruzioni.
Parte convenuta affermava la legittimità dell'opera e proponeva, in via riconvenzionale, domanda di usucapione del diritto di servitù finalizzata a conservare la costruzione ad uno spazio ravvicinato.
Il Giudice, dopo aver ricostruito l'evoluzione, sviluppatasi negli anni, della conformazione materiale degli immobili, ha rilevato che il manufatto, nella conformazione presente, è stato realizzato in violazione delle normative urbanistiche edilizie e per tale ragione ha accolto la domanda di parte attrice, condannando i convenuti, in solido fra loro, a rimuovere la violazione, con arretramento dell'ingombro del manufatto ad una distanza legale.
Inoltre, il Giudice ha rigettato le restanti domande delle parti, precisando, in particolare, relativamente alla domanda di usucapione del diritto di servitù formulata dai convenuti in via riconvenzionale che tale fattispecie non poteva essere invocata per difetto del requisito temporale sia del manufatto così com’era oggi, sia del manufatto originale (nel tempo, il fabbricato era stato oggetto di varie trasformazioni).
Peraltro, il Tribunale ha tenuto a precisare che la mediazione è dotata di effetti interruttivi dell’usucapione ai sensi dell'art. 5 comma 6 del D.Lgs n. 28/2010 secondo il quale: “Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda  di mediazione produce  sulla  prescrizione  gli  effetti  della  domanda giudiziale…”; nel caso di specie era stata esperita una mediazione nell’anno 2012, mentre la domanda giudiziale era stata proposta nell’anno 2018 e, pertanto, anche per questa ragione, non sussisteva il possesso continuativo ventennale necessario ai fini dell’acquisto per usucapione.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Marzo 22 2022
  
20
Marzo
2022

Le spese di mediazione vengono poste a carico della parte soccombente, nella misura in cui la domanda viene ritenuta fondata;

Tribunale di Milano – Giudice Estensore Dott. Andrea Manlio Borrelli - sentenza n. 9079 del 08.11.2021.

SINTESI: Il caso in esame riguarda una vertenza in materia di risarcimento da responsabilità medica.
Infatti, parte attrice ha chiesto la condanna dell’Azienda Ospedaliera al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali patiti, deducendo la negligente dei sanitari dell'Azienda convenuta, oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi, nonché la condanna al rimborso delle spese processuali e di quelle relative alla procedura obbligatoria di mediazione.
In merito il Tribunale di Milano, accertata la responsabilità dell’Ospedale a seguito di consulenza tecnica d’ufficio e, quindi, la fondatezza della domanda attorea, ha rilevato quanto segue:

  • In virtù del criterio della soccombenza ex art. 91 c.p.c., le spese processuali e quelle della procedura di mediazione di cui si è onerato l'attore devono essere poste a carico della convenuta;
  • la liquidazione delle spese legali vengono liquidate, ai sensi del D.M. 10.3.2014 n. 55, in base alla misura in cui la domanda viene accolta ed applicando i valori inferiori ai medi poiché parte convenuta aveva dichiarato la propria disponibilità a risarcire l'attore nei termini indicati dalla relazione di ctu che coincidono con quelli della decisione del giudicante;
  • decisione);
  • le spese di mediazione vengono liquidate per la sola fase svoltasi ovvero la fase di attivazione e sulla base della misura in cui la domanda viene ritenuta fondata.
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Ultimo aggiornamento Domenica, Marzo 20 2022
  
16
Marzo
2022

La mancata partecipazione al procedimento di mediazione per asserita inutilità può essere valutata dal Giudice ai fini della decisione sulle spese di lite;

Tribunale di Pavia – Giudice Dott.ssa Marcella Frangipani - sentenza n. 1637 del 28.12.2021.

SINTESI: Il caso in esame riguarda una vertenza in materia assicurativa, nella quale parte attrice chiedeva, in forza della polizza assicurativa per la persona, il risarcimento di tutti i danni patiti a seguito di un infortunio subito durante una partita di calcio tra amici e deduceva che la convenuta non aveva partecipato al procedimento di mediazione, ponendo così in essere un comportamento ostruzionistico.
La Compagnia di Assicurazione convenuta chiedeva il rigetto delle domande avversarie per inoperatività della garanzia assicurativa e precisava di non aver partecipato al procedimento di mediazione poiché inutile in considerazione della ostinata posizione mantenuta dalla controparte, la quale insisteva nella richiesta di rifusione delle spese per l’intervento che, invece, la Compagnia riteneva non indennizzabili.
Il Tribunale ha rilevato quanto segue:

  • ai sensi dell'art. 8, comma 4-bis, D. Lgs. 28/2010, il Giudice può valutare la mancata partecipazione di una parte senza giustificato motivo alla procedura di mediazione come argomento di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.c.;
  • l’inutilità dell'esperimento della mediazione obbligatoria ritenuta dalla Compagnia di Assicurazione non costituisce giustificato motivo per non parteciparvi;
  • pertanto, la mancata partecipazione può essere valutata ai fini della decisione sulle spese di lite.

Atteso quanto sopra esposto, l’Autorità Giudiziaria ha condannato l’Assicurazione convenuta al pagamento dell’indennizzo in favore dell’assicuratore, oltre agli interessi legali, nonché al pagamento delle spese legali e delle spese di c.t.u.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Marzo 16 2022
  

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