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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

26
Novembre
2020

La domanda di mediazione relativa all’impugnazione di una delibera condominiale interrompe i termini decadenziali se non ha contenuto generico;

La domanda di mediazione volta ad impugnare una delibera assembleare deve essere depositata e comunicata all’altra parte entro 30 giorni. La comunicazione deve contenere la domanda di mediazione e le ragioni dell’impugnazione.

SINTESI: Con sentenza del 01.10.2020 il Tribunale di Foggia, Giudice Estensore Dott. Vincenzo Paolo Depalma, ha statuito relativamente ad una impugnativa di una delibera condominiale. Il Condominio convenuto ha eccepito la tardività dell’impugnazione ex art. 1137 c.c. ed ha contestato che la comunicazione di avvio del procedimento di mediazione non era accompagnata dalla copia della domanda di mediazione.

Il Tribunale ha innanzitutto rilevato che la mancata comunicazione, a taluno dei condomini, dell'avviso di convocazione dell'assemblea condominiale costituisce causa di annullabilità (e non la nullità) impugnabile nel termine di trenta giorni ex art. 1137, terzo comma, c.c.

Inoltre, l’Autorità giudiziaria ha precisando che ai sensi dell’art. 5, comma 6, d.lgs. 28/2010 “dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale”.

Ed ancora ha sottolineato che, ai sensi dell’art. 8 del predetto d. lgs 28/2010, la domanda e la data del primo incontro sono comunicate all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante
Pertanto, la parte istante non è liberata dal proprio onere di tempestiva impugnazione con il semplice deposito entro il termine perentorio della domanda di mediazione presso l’organismo di mediazione.
Né è sufficiente che la stessa parte provveda a comunicare all’altra il solo fatto di aver depositato la domanda (come è avvenuto nel caso di specie), senza provvedere contestualmente all’allegazione della stessa domanda.
Vieppiù, affinché si realizzino gli eccezionali effetti sospensivi di cui all’art. 5, comma VI, d.lgs. 28/2010 è necessario che la comunicazione, eventualmente anche a cura della stessa parte istante, giunga alla controparte entro il termine di cui all’art. 1137, comma II, c.c.
Il Tribunale ha ritenuto inoltre che tale comunicazione non possa essere generica, priva di indicazione della causa petendi e limitata all’indicazione della norma violata o del petitum sostanziale richiesto, ma debba contenere per lo meno la domanda di mediazione e comprendere anche l’esplicazione, per quanto sintetica, delle ragioni fondanti tale istanza.
Solo attraverso tale enunciazione la controparte può esser effettivamente resa edotta della domanda che l’istante intenderà azionare nel successivo giudizio.
Per tali ragioni, il Tribunale ha concluso che nel termine di cui all’art. 1137, comma II, c.c. non è pervenuta al convenuto alcuna comunicazione idonea a sospendere il termine perentorio previsto per l’impugnazione della delibera di cui è causa.
Pertanto, ha dichiarato l’improcedibilità del giudizio, con condanna di parte attrice al pagamento delle spese legali in favore del Condominio.

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Novembre 27 2020
  
25
Novembre
2020

Dal sole 24 ore: Il lockdown toglie spazio alla mediazione. Ma intanto l’arretrato civile cresce;

La riduzione dell’attività giudiziaria della scorsa primavera si riflette sui numeri delle nuove procedure in calo. Per i tecnici l’istituto va rafforzato, estendendo la condizione di procedibilità a tutto il contenzioso su diritti disponibili;

Il Covid fa soffrire la mediazione. Lo si legge nei dati dei primi sei mesi del 2020, che fotografano l’impatto sulle procedure del lockdown della scorsa primavera. Sono infatti diminuite sia le mediazioni avviate, sia - ed è il dato più significativo - la partecipazione al primo incontro della parte invitata in mediazione, premessa necessaria per arrivare all’accordo.  Numeri in calo, che si innestano su una situazione che già aveva margini di miglioramento. La mediazione ha infatti un raggio di applicazione limitato, benché sia riconosciuta come una buona strada per raggiungere una soluzione dei conflitti fuori dalle (ingolfate) aule dei tribunali e abbia guadagnato nel tempo anche l’appoggio di molti Mediatori, avvocati e del Consiglio nazionale forense. Peraltro, non sembra essere stata utilizzata come alternativa al processo durante il lockdown, quando l’attività giudiziaria si è ridotta per la sospensione delle udienze e dei termini. Tanto che l’arretrato civile al 30 giugno scorso è tornato a salire per la prima volta dal 2011. Al contempo, sono diminuite le nuove mediazioni: 32.702 quelle iscritte fino al 31 marzo e appena 22.715 quelle dal 1° aprile al 30 giugno. Un calo legato alla riduzione delle nuove liti, dato la stragrande maggioranza delle procedure è avviata nelle materie in cui la mediazione è “condizione di procedibilità” in giudizio. Ora bisogna assolutamente snellire l'arretrato portando tutti i diritti disponibili in Mediazione, anche demandata dal Giudice e condannare chi non si presenta.

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Novembre 26 2020
  
21
Novembre
2020

Mancata adesione al procedimento di mediazione? Scatta la sanzione della condanna per lite temeraria.

Il rifiuto della proposta formulata dal Giudice e la mancata adesione al procedimento di mediazione invocato, ovvero un comportamento dal chiaro intento dilatorio, giustifica la condanna ex art. 96 c.p.c. e la condanna al pagamento delle spese di mediazione.

SINTESI: In relazione ad una richiesta di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. di diritti reali derivanti da una vertenza ereditaria, con sentenza del 15.07.2020 il Tribunale di Verona ha rilevato un evidente intento dilatorio da parte dei convenuti.
In particolare, uno dei convenuti eccepiva, in corso di giudizio, la necessità di esperire la procedura di mediazione, a pena di improcedibilità dell'azione giudiziale, pur essendo il procedimento scaturito dall'inadempimento degli accordi pattuiti a definizione del contenzioso ereditario, per il quale già era stata espletata la procedura di mediazione.
Per tale ragione, parte attrice instaurata la mediazione alla quale, però, il medesimo convenuto che l’aveva invocata ed eccepita non aderiva.
Inoltre, parte convenuta dapprima dichiarava in udienza di aderire alla proposta conciliativa formulata dal Giudice, ma successivamente non dava seguito alla parola data.
Tale condotta dimostra un evidente intento dilatorio, nonché l’assoluta mancanza di volontà conciliativa.
Anche l'’altro convenuto si era presentato personalmente in udienza per il tentativo di conciliazione disposto dal Giudice ed aveva dichiarato di aderire alla ipotesi conciliativa formulata, senza successivamente mostrare alcuna seria intenzione di dare esecuzione alla conciliazione.
Per tutte le ragioni sopra menzionate, il Tribunale di Verona, ravvisando e ribadendo un evidente intento dilatorio, accoglieva le richieste attoree e condannava le controparti al pagamento di una somma ai sensi del terzo comma dell'art. 96 c.p.c., nonché al pagamento delle spese sostenute dalla parte attrice per promuovere la procedura di mediazione.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Novembre 21 2020
  
17
Novembre
2020

Nella mediazione delegata il Giudice può caldeggiare le parti ad avvalersi di una consulenza tecnica in mediazione e informare le stesse delle conseguenze in caso di mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione;

SINTESI:

Nella mediazione delegata il Giudice può caldeggiare le parti ad avvalersi di una consulenza tecnica in mediazione e informare le parti che la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 8 d.Lgs. 28/10 comporta le conseguenze previste dalla predetta norma e dall’art. 96, III comma, c.p.c. A seguito di accertamento tecnico preventivo, il Giudice del Tribunale di Roma, Dott.ssa Raffaella Vacca, il 22/10/2020, formulava una proposta ex art. 185 c.p.c. che veniva però rifiutata da una parte in giudizio, la quale contestava le risultanze dell’accertamento.
Di talché, il Giudice riteneva di poter procedere ad una mediazione delegata poiché vi erano margini negoziali tra le parti che avrebbero consentito loro di addivenire in breve tempo ad una soluzione della vertenza soddisfacente per entrambe.
Inoltre ciò avrebbe evitato lunghi rinvii causati dall’emergenza sanitaria in corso.
Inoltre, il Giudice riferiva espressamente di ritenere opportuno l’espletamento della consulenza tecnica in mediazione, anche per accertare il nesso di causalità tra fatti ed eventi e tra eventi e danni.
Per tali ragioni, il Giudice fissava un termine alle parti per depositare la domanda di mediazione, autorizzava l’Organismo di mediazione ad acquisire la relazione peritale e l’allegata documentazione, nonché ad avvalersi di un consulente tecnico iscritto all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio del Tribunale di Roma e di un ausiliario iscritto nel medesmo albo, con il compito di rispondere a determinati quesiti e a quanto ritenuto necessario dall’Organismo di mediazione. invita i difensori ad informare i loro assistiti della presente ordinanza e, specificamente, della necessità di partecipare effettivamente, assistiti dai rispettivi avvocati, al procedimento di mediazione;
informa le parti che la mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, ai sensi dell’art. 8 d.Lgs. 28/10 comporta le conseguenze previste dalla predetta norma e dall’art. 96, IIIcomma, c.p.c.;
rinvia all’udienza del 18.11.2021 h.11,15, con la precisazione che in ipotesi di raggiungimento di accordo, le parti potranno chiedere un’anticipazione d’udienza per la declaratoria di estinzione del giudizio.

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Ultimo aggiornamento Martedì, Novembre 17 2020
  
10
Novembre
2020

La mancata comparizione nella mediazione obbligatoria e nella mediazione demandata dell'istante configura l’improcedibilità della domanda giudiziale;

SINTESI: Il Tribunale di Brescia si è recentemente espressa in una causa condominiale per la quale la mediazione è obbligatoria ex L. 28/2010.
Parte attrice deduceva di aver svolto la mediazione e che la medesima aveva avuto esito negativo a causa della mancata comparizione di entrambe le parti processuali.
Il Condominio eccepiva la mancata mediazione obbligatoria e chiedeva che la domanda giudiziale venisse dichiarata improcedibile.
Il Tribunale ha svolto le seguenti considerazioni:

  1. chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione, pena l’improcedibilità della domanda giudiziale;
  2. l’onere di attivare la procedura di mediazione, sanzionato a pena di improcedibilità, deve gravare sulla parte processuale che, con la propria iniziativa, ha provocato l’instaurazione del processo assoggettato alle regole del rito ordinario di cognizione;
  3. viene, pertanto, distinta la posizione dell’attore da quella del convenuto: infatti l’improcedibilità della domanda nella mediazione obbligatoria e/o delegata è prevista solo nel caso in cui l’attore non abbia introdotto la procedura di mediazione o l’abbia gestita in modo viziato; invece, la mancata partecipazione del convenuto non impedisce di ritenere espletato il procedimento di mediazione;
  4. il rifiuto di partecipare alla mediazione deve considerarsi non giustificato sia in caso di mancanza di qualsiasi dichiarazione della parte sulla ragione del diniego a proseguire il procedimento, sia in caso di motivazioni inconsistenti o non pertinenti rispetto al merito della controversia; infatti, alle parti, non può essere riconosciuto un potere di veto assoluto ed incondizionato sulla possibilità di dare seguito alla procedura di mediazione;
  5. l'improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il Giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo. Allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

Nel caso di specie, la parte istante ha regolarmente introdotto la mediazione ante causa, la data del primo incontro è stata regolarmente comunicata, la parte invitata non ha aderito e nessuna delle parti si è presentata alla mediazione.
Il Giudice ha precisato che la parte istante avrebbe dovuto presenziare al primo incontro con il mediatore.
Inoltre il Tribunale, non ravvisando alcun valido motivo per l’assenza di entrambe le parti, ha ritenuto di non dover concedere ulteriore termine alle parti stesse per rinnovare la mediazione obbligatoria.
Infine, ha sottolineato che “Le conseguenze del rifiuto ingiustificato di procedere e di partecipare alla mediazione sono, se espresso dall’istante/attore, sovrapponibili alla mancanza tout court della introduzione della domanda di mediazione. Sarebbe un’aporia ritenere soddisfatto il precetto della legge in materia di mediazione obbligatoria e demandata, ritenendo che sia sufficiente al fine di integrare la condizione di procedibilità la semplice formale introduzione della domanda. Solo in presenza di ragioni ostative formali/procedurali (es. un convocato in mediazione caduto vittima di un grave incidente; ad un convocato deceduto nelle more della presentazione all’incontro) può ammettersi che sussista l’impossibilità ad iniziare la procedura di mediazione e quindi la ragionevolezza del considerare validamente concluso il procedimento di mediazione con l’avveramento della condizione di procedibilità e l’assenza di sanzioni”.
Per tali ragioni, l’Autorità Giudiziaria ha dichiarato improcedibili le domande attoree, ritenendo assorbite le ulteriori questioni di merito e condannando parte attrice a corrispondere a controparte le spese legali.

(Tribunale di Brescia, Giudice Estensore Dott. Pezzotta - sentenza del 03.06.2020)

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Ultimo aggiornamento Martedì, Novembre 10 2020
  
09
Novembre
2020

Anche La mediazione online è un’occasione per avvicinare la mediazione alla gente ed il momento è ora;

Se è interesse dell' OMCI che la mediazione diventi un elemento fondamentale della nostra cultura sociale, è necessario guardare con interesse a ogni realtà che possa contribuire a diffondere la mediazione nel modo più ampio e diretto possibile. La rivoluzione della comunicazione digitale che stiamo oggi vivendo può essere una grande occasione per portare la mediazione nel quotidiano della gente e renderla facilmente accessibile attraverso quelle piattaforme di comunicazione che oggi rivestono un ruolo cruciale nella tenuta delle relazioni personali e sociali. Sia chiaro: la mediazione esprime tutto il suo potenziale con la presenza fisica dei suoi protagonisti, nel contesto protetto di una stanza di mediazione. La mediazione in presenza fisica è sempre da preferire per quanto possibile, perché è con il contatto fisico tra persone che si crea al meglio quella connessione umana e quel rapporto di collaborazione su cui la mediazione (così come la negoziazione e qualsiasi altra forma di dialogo, confronto e interazione) trova il suo ideale fondamento. Tuttavia, occorre evitare di commettere l’errore di chiudere gli occhi di fronte ai cambiamenti che questa emergenza sanitaria sta portando proprio nelle dinamiche di dialogo, relazione e interazione tra le persone. Dinamiche che vedranno una completa integrazione della interazione in presenza fisica con quella a distanza. La mediazione ha sempre avuto il pregio (a differenza del sistema giustizia) di essere stata capace di interpretare i bisogni di una società in continuo cambiamento e, come la società stessa, saprà adattarsi nel modo che risulterà più utile alle persone per gestire i propri conflitti. Per questo ci Vanno e necessitano Mediatori sempre aggiornati, Motivati e pronti ad adeguarsi ai cambiamenti di questa Società Moderna. Il Mediatore sarà sempre di più il Fulcro per dirimere controversie Civili e commerciali, ma deve in primis sapersi adattare alle nuove richieste del Mercato e della Giustizia Civile. Ricordiamo che un Organismo è un vero organo, che per funzionare bene, necessità sempre che tutti facciano la Loro Parte (Solo cosi un Organo Funziona); Il Mediatore Valido sa sempre che la Mediazione è il Modo migliore per le controversie e lo fa capire a tutti, per il bene della Giustizia della Società. Per tanto il Mediatore farà comprendere a tutti, imprese, liberi professionisti, ecc, che inserendo le Clausole Contrattuali o compromissorie eviterà le lungaggini ed i Costi del Tribunale. Una Volta inserita la Clausola infatti non andrà più in tribunale ma in caso di controversie potrà attivare la Mediazione Obbligatoria come da Clausola Contrattuale e tutto sarà più semplice e conveniente. Ci Vanno però Mediatori, Soci mediatori altamente Motivati e qualificati. Questo contraddistingue un Organismo da un altro. Le Clausole contrattuali da inserire sono disponibili sulla nostra home page a destra; La Figura del Mediatore è importantissima e lo sarà sempre di più. Per tutti gli Avvocati ed Economisti o chi si rivede in tutto questo deve solo con molta Motivazione eseguire il corso da 50 ore scrivendo semplicemente a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ;  Verificati tutti i requisiti e superati i test potrà iniziare la Professione del futuro più bella in assoluto: Quella del Mediatore Civile professionista iscritto all'albo del Ministero della Giustizia.

Mediazione online: perché no?

La prima risposta alla domanda ”perché un mediatore dovrebbe usare la mediazione on line” potrebbe essere: PERCHE’ NO?

Perché un mediatore formato dovrebbe rinunciare ad una forma di comunicazione che esiste e che, soprattutto in questo periodo, ha mostrato tutte le sue potenzialità?

Perché un mediatore, in quanto tale sempre pronto al cambiamento, dovrebbe precludersi la possibilità di usare gli strumenti di un cambiamento che è già in atto?

Perché la diversità dello strumento della videoconferenza dovrebbe scoraggiare un mediatore abituato a confrontarsi su terreni spesso incerti e con tematiche spesso sconosciute come, ad esempio, le motivazioni profonde di un NO in mediazione?

Avvicinarsi alla pratica della mediazione online costituisce certamente una nuova sfida che implicherà:

  • per il mediatore esperto la possibilità di rimodulare le proprie capacità professionali al tavolo della mediazione e di arricchire la propria “cassetta degli attrezzi” di nuovi strumenti;
  • per il mediatore neofita la possibilità di confrontarsi con uno strumento nuovo senza i pregiudizi derivanti alla lunga pratica delle mediazioni in presenza;
  • per l’utente privato costituirà uno strumento che garantirà l’accesso alla mediazione in generale (si immagini una sessione di incontro svolta con lo smartphone da una persona anziana);
  • per l’utente istituzionale o per il manager della grande azienda probabilmente sarà un’esperienza molto naturale ed anzi potrà persino facilitare la partecipazione ai procedimenti di mediazione;
  • per tutti potrà comportare un enorme risparmio di tempo ed essere di ausilio nella gestione degli impegni di lavoro, nin codesto caso non bisogna dimenticare di far firmare a biro le parti e digitalmente visual basic Pdf visibile il Verbale e L'istanza, Tutto scansionato A4 Risoluzione 200 Dpi.

Questo NON vuol dire che la mediazione online sarà utile o praticabile per tutti gli utenti o che sarà applicabile a tutti i procedimenti di mediazione o che sarà preferita da tutti i mediatori. Come è naturale che sia, ci saranno mediatori professionisti che non la adotteranno; ci saranno procedure di mediazione per le quali non sarà indicato lo strumento online; ci saranno utenti o avvocati che preferiranno la procedura tradizionale.

Se La Mediazione in questo periodo è fatta in modo Tradizionale è necessario ed essenziale però salvaguardare la salute, misurando la febbre prima di entrare, che non deve essere oltre i 37,5 Gradi centigradi, usando le Mascherine Chirurgiche, gel per lavarsi, Distanziamento tra le Parti di 1 Metro come richiesto dai DPCM, areare bene l'edificio etc.

Una evoluzione nel modo di fare mediazione dopo il “lockdown” che appare assai verosimile sarà la modalità ibrida, nella quale incontri in presenza si alterneranno in modo naturale a incontri online, secondo le esigenze dei partecipanti.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Novembre 11 2020
  
03
Novembre
2020

SI INFORMA CHE ANCHE CON I NUOVI DPCM, LA MEDIAZIONE CONTINUA, ON LINE O VIS A VIS (IN QUESTO ULTIMO CASO E' ESSENZIALE AVERE TUTTE LE DOTAZIONI E IL DISTANZIAMENTO PER LA SICUREZZA E PER LE ZONE ROSSE L'AUTOCERTICAZIONE);

La Mediazione se fatta On line per tutti potrà comportare un enorme risparmio di tempo ed essere di ausilio nella gestione degli impegni di lavoro, non codesto caso non bisogna dimenticare di far firmare a biro le parti e digitalmente visual basic Pdf visibile il Verbale e L'istanza, Tutto scansionato A4 Risoluzione 200 Dpi.

Questo NON vuol dire che la mediazione online sarà utile o praticabile per tutti gli utenti o che sarà applicabile a tutti i procedimenti di mediazione o che sarà preferita da tutti i mediatori. Come è naturale che sia, ci saranno mediatori professionisti che non la adotteranno; ci saranno procedure di mediazione per le quali non sarà indicato lo strumento online; ci saranno utenti o avvocati che preferiranno la procedura tradizionale.

Se La Mediazione in questo periodo è fatta in modo Tradizionale è necessario ed essenziale però salvaguardare la salute, misurando la febbre prima di entrare, che non deve essere oltre i 37,5 Gradi centigradi, usando le Mascherine Chirurgiche, gel per lavarsi, Distanziamento tra le Parti di 1 Metro come richiesto dai DPCM, areare bene l'edificio etc.

PS: Omci è alla costante ricerca di Avvocati Civilisti, Economisti, Dr. Geometri etc., interessati a divenire mediatori civili e commerciali, fortemente motivati, che rispettino le Leggi,  in particolare l'art. 14 comma 2 lettera d, importantissimo. Che eseguano il corso con Motivazione forte, (Per il Prezzo è tra i piu' bassi in assoluto),  l'iscrizione annuale anche (verificate prima tranquillamente), Che non decidano mai da soli, in quanto il mediatore non è un libero professionista, ma è sottoposto ai regolamenti dell'organismo e alla presidenza o ai responsabili di altre sedi da anni, in quanto fare il mediatore non è affatto facile, ci va mota esperienza. Una volta eseguito il corso si dovrà procedere ad eseguire i tirocini assistiti necessari per imparare bene a fare istanze, a eseguire la documentazione che deve essere fatta come da normativa, formato a 4 Pdf , tutte cose che imparate. Solo facendo Tirocinio. Una volta eseguito il tirocinio, potrete iniziare a seguire qualche mediazione come difensori e una volta pronti come mediatori, (anche qui con le percentuali più alte che ci risultino),  per cui non esitate a contattare Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; PS: Si Ricorda infine che i nostri attestati danno diritto ai crediti Formativi, Determinati da ciascun ordine professionale: Avvocati, Commercialisti, Consulenti del Lavoro, Geometri e tutti gli altri.


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Ultimo aggiornamento Giovedì, Novembre 19 2020
  
28
Ottobre
2020

Divisione ereditaria? L’accordo in mediazione è una transazione divisoria!

Con sentenza del 13.07.2020 il Tribunale di Milano ha rilevato che nel procedimento di mediazione in materia di divisione ereditaria l’accordo raggiunto tra le Parti costituisce una transazione divisoria non rescindibile ex art. 764, 2 comma, c.c.

Sintesi: Le divisioni ereditarie costituiscono una delle materie in cui la mediazione è obbligatoria, a pena di improcedibilità della domanda giudiziale.
L’obbligatorietà della mediazione tende a sollevare i Tribunali da tutta una serie di lite che spesso e volentieri coinvolgono non solo ed esclusivamente interessi e questioni prettamente giuridiche, ma anche fatti e richieste di carattere strettamente personale e spesso risalenti nel tempo che spesso non emergono in giudizio, ma possono trovare il giusto spazio in mediazione.
Ciò premesso, secondo la pronuncia del Tribunale di Milano del 13.07.2020, nel caso in cui nella mediazione in materia di divisione ereditaria venga raggiunto un accordo su svariate problematiche (valutazione della “massa ereditaria”, formazione delle quote ereditarie, indegnità a succedere, remissione di querele etc.), che preveda una divisione ereditaria tralasciando la corrispondenza dei lotti alle quote ereditarie (quindi senza che vengano indicate le quote di ciascun erede, il valore delle attribuzioni patrimoniali etc.), tale accordo costituisce una transazione divisoria non rescindibile ex art. 764, 2 comma c.c. e non una divisione transattiva rescindibile ex art. 764 co. 1 c.c..
Ciò sta a significare che tale accordo, non rescindibile, è una vera e propria transazione volta a comporre la lite circa l’esistenza o l’entità del diritto di chi pretende di partecipare al riparto dell’eredità e nel quale le parti si accordano sull’attribuzione delle porzioni senza procedere al calcolo delle misure corrispondenti alle quote e, quindi, a prescindere dal principio della corrispondenza tra quota ideale e quota di fatto. L’accordo non è, quindi, invece equiparabile alla divisione transattiva (rescindibile) che prevede lo scioglimento della comunione e l’attribuzione proporzionale delle quote con corrispondenza tra quota di fatto e quota ideale.

(Tribunale di Milano, sentenza 13.07.2020 – Giudice Estensore Dott.ssa Cozzi)

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Novembre 06 2020
  
26
Ottobre
2020

Proposta di emendamento al DDL di conversione del D.L. “Agosto”: l’amministratore condominiale può attivare, aderire e partecipare alla mediazione anche senza una delibera condominiale;

L’attuale art. 71 quater delle disposizioni per l'attuazione del Codice Civile e disposizioni transitorie stabilisce che per le controversie in materia di condominio la domanda di mediazione deve essere presentata, a pena di inammissibilita`, presso un organismo di mediazione ubicato nella circoscrizione del tribunale nella quale il condominio e` situato (comma 2), al procedimento e` legittimato a partecipare l'amministratore, previa delibera assembleare da assumere con la maggioranza di cui all'art. 1136, secondo comma, del codice (comma 3), se i termini di comparizione davanti al mediatore non consentono di assumere la delibera di cui al terzo comma, il mediatore dispone, su istanza del condominio, idonea proroga della prima comparizione (comma 4), la proposta di mediazione deve essere approvata dall'assemblea con la maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice. Se non si raggiunge la predetta maggioranza, la proposta si deve intendere non accettata (comma 5) e il mediatore fissa il termine per la proposta di conciliazione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, tenendo conto della necessita` per l'amministratore di munirsi della delibera assembleare (comma 6).
I Senatori Conzatti e Comincini hanno formulato un emendamento che propone la modifica n. 63.0.21 al DDL n. 1925 volto a semplificare lo svolgimento della procedura di mediazione nelle controversie condominiali, mediante le seguenti modifiche all'art. 71 quater disp. att. C.c.: a) sostituzione del comma 3 nei termini di seguito indicati: a) "L'amministratore è sempre legittimato ad attivare, aderire e partecipare ad una procedura di mediazione ai sensi del Decreto Legislativo 4 marzo 2020, n. 28"; b) l'abrogazione del comma 4; c) la sostituzione del comma 5 con il seguente disposto: "A seguito dell'avvio e svolgimento della procedura di mediazione, l'ipotesi di accordo di conciliazione raggiunto dalle parti e riportato nel processo verbale, o la proposta dle mediatore devono essere approvati dall'assemblea con maggioranza di cui all'articolo 1136, secondo comma, del codice civile. Se non si raggiunge la predetta maggioranza, l'ipotesi di accordo di conciliazione raggiunto dalle parti o la proposta del mediatore si devono intendere non accettati; d) la sostituzione del comma 6 come di seguito indicato: "Il mediatore fissa il termine per l'accettazione o il rifiuto della proposta di conciliazione di cui all'articolo 11 secondo comma del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, tenendo conto della necessità per l'amministratore di munirsi della delibera assembleare". Inoltre l’emendamento vorrebbe modificare anche il comma 1 dell’art. 1131 cc il quale prevede che l’amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi, aggiungendo anche la possibilità per l’amministratore di “attivare, aderire e partecipare ad una procedura di mediazione ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28". In sostanza, l’emendamento è volto a consentire all’amministratore condominiale di svolgere il proprio ruolo, di rappresentanza del condominio, attivando, aderendo e partecipando al procedimento di mediazione anche in assenza di una delibera assembleare che, invece, risulta necessaria, con le maggioranze normativamente previste, per vagliare una eventuale proposta del mediatore e/o per approvare l’accordo.

PS: Omci è alla costante ricerca di Avvocati Civilisti, Economisti, Dr. Geometri etc., interessati a divenire mediatori civili e commerciali, fortemente motivati, che rispettino le Leggi,  in particolare l'art. 14 comma 2 lettera d, importantissimo. Che eseguano il corso con Motivazione forte, (Per il Prezzo è tra i piu' bassi in assoluto),  l'iscrizione annuale anche (verificate prima tranquillamente), Che non decidano mai da soli, in quanto il mediatore non è un libero professionista, ma è sottoposto ai regolamenti dell'organismo e alla presidenza o ai responsabili di altre sedi da anni, in quanto fare il mediatore non è affatto facile, ci va mota esperienza. Una volta eseguito il corso si dovrà procedere ad eseguire i tirocini assistiti necessari per imparare bene a fare istanze, a eseguire la documentazione che deve essere fatta come da normativa, formato a 4 Pdf , tutte cose che imparate. Solo facendo Tirocinio. Una volta eseguito il tirocinio, potrete iniziare a seguire qualche mediazione come difensori e una volta pronti come mediatori, (anche qui con le percentuali più alte che ci risultino),  per cui non esitate a contattare Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; PS: Si Ricorda infine che i nostri attestati danno diritto ai crediti Formativi, Determinati da ciascun ordine professionale: Avvocati, Commercialisti, Consulenti del Lavoro, Geometri e tutti gli altri. ANCHE SE ORA A CAUSA DEL COVID 19, AL MINISTERO è TUTTO RALLENTATO, RICHIESTA MEDIATORI, NUOVE SEDI, ECC (CI VANNO ALMENO 30 GIORNI PER AVERE UNA RISPOSTA E UN PDG), LA MEDIAZIONE CONTINUA, LE PIATTAFORME VERRANNO REGISTRATE NON APPENA RIAPERTE.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Novembre 04 2020
  
23
Ottobre
2020

Mediazione: L’obbligo di informativa dell’avvocato;

Cosa succede se l'avvocato non informa il suo assistito per iscritto e/o salta il procedimento andando direttamente in tribunale;

Sintesi: Sommario 1. Il contenuto dell’informativa 2. Le conseguenze sanzionatorie connesse alla violazione dell’obbligo di informativa;

1. Il contenuto dell’informativa

Nella nuova mediazione civile e commerciale, l’avvocato assume senz’altro un ruolo strategico.

L’articolo 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 28/2010, al fine di promuovere l’accesso alla mediazione, ha istituito un nuovo obbligo a carico dell’avvocato, sancendo che “All’atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato è tenuto a informare l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L’avvocato informa altresì l’assistito dei casi in cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale.

L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.”

La medesima ratio, ispirata a finalità promozionali dello strumento, si riscontra anche nella  normativa comunitaria. Il considerando n. 25 della Direttiva 2008/52/CE contiene un invito diretto rivolto agli stati membri ad “incoraggiare i professionisti del diritto a informare i loro clienti delle possibilità di mediazione”.

L’obbligo di informativa, in realtà, non rappresenta una novità assoluta nel nostro ordinamento.

L’articolo 40 del Codice deontologico forense aveva già previsto l’obbligo in capo agli avvocati di informare i propri assistiti “all’atto dell’incarico delle caratteristiche e dell’importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzioni possibili”.

La scelta di estendere gli obblighi informativi incombenti sull’avvocato alla procedura di mediazione appare perfettamente coerente con la consapevolezza maturata in ordine al ruolo strategico che l’avvocato assume nei processi di diffusione della cultura della mediazione.

Proprio tale consapevolezza ha animato i più recenti interventi normativi nel campo della mediazione civile, incidendo in modo significativo sul ruolo dell’avvocato, non solo nella fase antecedente all’instaurazione della procedura di mediazione, ma anche e soprattutto nel corso della stessa e sino al momento di definizione della stessa .

Il contenuto degli obblighi informativi è ben delineato dall’articolo 4, comma 3, del Decreto Legislativo n. 28/2010.

La disposizione in esame stabilisce che l’informazione debba riguardare:

- la possibilità di utilizzare il procedimento di mediazione al fine di definire una insorgenda controversia;

- l’obbligo di esperire il procedimento di mediazione, nei casi in cui il Decreto Legislativo n. 28/2010 ne abbia previsto l’obbligatorietà, a pena di improcedibilità della domanda;

- le agevolazioni fiscali previste dagli articoli 17 e 20 del Decreto Legislativo n. 28/2010.

Appare evidente come l’informazione debba riguardare sia la possibilità di accedere alla procedura di mediazione per la risoluzione delle controversie inerenti i diritti disponibili, quanto l’obbligo di accedervi nei casi in cui l’oggetto della controversia rientri tra le materie analiticamente elencate dall’articolo 5, comma 1 del Decreto Legislativo n. 28/2010, rispetto alle quali la procedura di mediazione si configura quale condizione di procedibilità dell’azione.

2. Le conseguenze sanzionatorie connesse alla violazione dell’obbligo di informativa

Dopo aver esaminato il contenuto e le modalità di adempimento degli obblighi di informazione previsti dal Decreto Legislativo, occorre verificare con attenzione quali siano le conseguenze sanzionatorie previste dall’ordinamento nel caso di violazione dei predetti obblighi.

La norma distingue due ipotesi:

- la violazione degli obblighi di informazione al cliente e, quindi, l’omessa informazione al cliente;

- la mancata allegazione del documento informativo, debitamente sottoscritto, all’atto introduttivo del giudizio o alla comparsa di costituzione e risposta.

La violazione degli obblighi di informazione ha una incidenza diretta sul rapporto tra avvocato e cliente, determinando l’annullabilità del contratto d’opera professionale.

L’azione di annullabilità, rimessa alla discrezionalità della parte che vi ha interesse, soggiace alle norme di cui al Codice Civile.

Del tutto diverse sono, invece, le conseguenze previste nel caso di mancata allegazione del documento informativo al fascicolo processuale.

Sul punto, l’ultimo comma dell’articolo 4 del Decreto Legislativo n. 28/2010, dispone che “Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 1, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.”

La norma ci impone di distinguere l’ipotesi in cui la mediazione sia “obbligatoria” da quella in cui sia “facoltativa”.

Il richiamo all’articolo 5, comma 1, fuga ogni dubbio.

Nel caso in cui il giudice accerti la mancata allegazione del documento informativo, nonché il mancato esperimento della procedura di mediazione, assegnerà alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione dell’istanza di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenze del termine di tre mesi previsto per la definizione della procedura di mediazione, decorrente dalla data di deposito dell’istanza presso la segreteria dell’Organismo di mediazione adito.

Nell’ipotesi in cui, invece, la parte abbia semplicemente omesso di allegare l’informativa ma abbia di fatto esperito la procedura di mediazione, per come si evince dalla documentazione prodotta in giudizio, la violazione dell’articolo 4, ovvero la mancata allegazione del documento, diventa, di fatto, del tutto irrilevante.

Nell’ipotesi delle mediazioni facoltative, invece, ove il giudice accerti la mancata allegazione del documento informativo, il giudice sarà tenuto ad informare la parte della possibilità di avvalersi della procedura di mediazione. In caso di assenza delle parti, il giudice potrebbe anche disporre la comparizione personale, al fine di illustrare alle parti le possibilità e le opportunità offerte dalla procedura mediatizia o onerare l’avvocato di produrre l’informativa, debitamente sottoscritta all’udienza successiva. Etc…

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Ottobre 23 2020
  

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