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OMCI - Organismo di Mediazione

Omci - Organismo di Mediazione e Conciliazione Italia

13
Ottobre
2018

Grava sempre sull'opponente che intende percorrere "la via lunga" l'onere di attivare il procedimento di mediazione in materia di opposizione a Decreto Ingiuntivo;

Tribunale di Bologna, sentenza 1/03/2018

 

Sintesi: ll Tribunale di Bologna, chiamato ad individuare la parte sulla quale grava l'onere di avviare il procedimento di mediazione in materia di opposizione al decreto ingiuntivo, richiama una fondamentale pronuncia della Corte di Cassazione, la numero 24629/2015, secondo la quale : "attraverso il meccanismo della mediazione obbligatoria, mira - per cosi dire - a rendere il processo la estrema ratio: cioè l'ultima possibilità dopo che le altre possibilità sono risultate precluse. Quindi l'onere di esperire il tentativo di mediazione deve allocarsi presso la parte che ha interesse al processo e ha il potere di iniziare il processo. Nel procedimento per decreto ingiuntivo cui segue l'opposizione, la difficoltà di individuare il portatore dell'onere deriva dal fatto che si verifica una inversione logica tra rapporto sostanziale e rapporto processuale, nel senso che il creditore del rapporto sostanziale diventa l'opposto nel giudizio di opposizione. Questo può portare ad un errato automatismo logico per cui si individua nel titolare del rapporto sostanziale (che normalmente è l'attore nel rapporto processuale) la parte sulla quale grava l'onere. Ma in realtà - avendo come guida il criterio ermeneutico dell'interesse e del potere di introdurre il giudizio di cognizione - la soluzione deve essere quella opposta. Invero, attraverso il decreto ingiuntivo, l'attore ha scelto la linea deflattiva coerente con la logica dell'efficienza processuale e della ragionevole durata del processo. E' l'opponente che ha il potere e l'interesse ad introdurre il giudizio di merito, cioè la soluzione più dispendiosa, osteggiata dal legislatore. E' dunque sull'opponente che deve gravare l'onere della mediazione obbligatoria, perchè è l'opponente che intende precludere la via breve per percorrere la via lunga. Soltanto quando l'opposizione sarà dichiarata procedibile, riprenderanno le normali posizioni delle parti: opponente convenuto sostanziale, opposto - attore sostanziale. Ma nella fase precedente sarà il solo opponente, quale unico interessato, ad avere l'onere di introdurre il procedimento di mediazione; diversamente, l'opposizione sarà improcedibile"

Leggi la Sentenza qui:

 

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Ultimo aggiornamento Domenica, Ottobre 14 2018
  
05
Ottobre
2018

ALCUNI BUONI MOTIVI PER PRESENTARSI IN MEDIAZIONE

La mediazione è il metodo migliore ed obbligatorio, in assoluto per risolvere controversie di natura commerciale e civile, senza continuare una Vita (Unica), basata sull’odio reciproco, egoismo, egocentrismo, ma al contrario combattendo l’odio, l’egoismo, con Amore, Pazienza, altruismo. Tutti fattori che non solo fanno di un uomo un essere Civile, ma lo riportano e con questo tutta la società ad essere più solidale, senza rancore a favore della propria salute e degli altri. In un Mondo basato ormai sul mero egoismo, tradimenti reciproci, guerre infinite, crisi politiche e sociali è essenziale ritrovare con un po’ di umiltà Solidarietà tra tutti noi Uomini, a prescindere dalla classe di appartenenza, solo la coesione e l’unità sociale, dà sicurezza e pace interiore e nel mondo: 1)Per la rapidità, infatti entro 3 mesi tutto deve essere risolto trovando la soluzione migliore possibile per entrambe le parti; questo non succede in un tribunale, dove la pena può cambiare nei vari giudizi, lasciando cosi aperte tensioni, ansie, sicurezze economiche ecc, ed una volta finito il procedimento non si può mai essere certi di avere il dovuto: si pensi ad uno sfratto o ipoteca giudiziale, siete sicuri che con uno sfratto dopo cambierà qualcosa nella situazione economica odierna o se fate fare un ipoteca, siete veramente certi che vi sarà dato qualcosa? No di certo! Con la mediazione invece, potrete trattare in base al contesto del momento l’opportunità migliore per entrambi ed essere cosi sicuri di avere il dovuto, anche se con tempi più elevati ma avrete qualcosa; 2) I costi della mediazione sono accessibili a tutti, ed inoltre una volta conciliato sarete segnalati dall’organismo di mediazione al ministero della Giustizia il quale provvederà  nell’anno successivo a rendervi quanto speso o in parte la somma sotto forma di credito d’imposta, senza alcun costo aggiuntivo per Voi e per lo Stato ed anche l’avvocato che vi assiste avrà costi molto meno esosi; 3) La tranquillità che non esiste in un aula di tribunale, in mediazione sarete a vostro agio dall’inizio alla fine ed inoltre con un po’ di complicità delle parti, potrete eliminare tutti i disguidi avuti nel tempo, permettendovi di ritrovare anche a livello comunicativo ed emotivo, quella Pace e tranquillità che dovrebbe essere il principale Motivo per Vivere in una determinata Società, una volta finita la mediazione ogni rancore verso l’altro sarà superato, grazie anche alla preparazione del Mediatore in questo ambito fondamentale per essere un buon mediatore; 4) La quasi certezza di non dover mettere consulenti tecnici: un buon organismo solitamente possiede tutte le figure che necessitano per la risoluzione di una determinata controversia, preparato sia a livello normativo, che tecnico, che comunicativo; 5)In tutto il mondo, la Mediazione è usata da decenni, proprio per le sue caratteristiche di celerità, costi accessibili e preparazione dei mediatori, da noi ci sono voluti ANNI per avere questo strumento e risparmiare tempo, non farlo perdere ai Giudici e Finire tutto in tempi brevissimi a costo praticamente ridicolo, risparmiando e facendo risparmiare lo stato. Per i mediatori è importante invece effettuare i corsi da un organismo di mediazione che sia anche ente formativo per poter accedere subito e con certezza al tirocinio assistito. Non basta tutto questo per provare la Mediazione Civile? Provala, che tu sia un privato cittadino, un ente territoriale o pubblico, un’azienda (che può inserirlo anche nelle proprie clausole compromissorie), una Volta provata ti renderai conto che la Mediazione è Veramente l’unico modo per arrivare il prima possibile ad ottenere ciò che volevi in tempi rapidissimi! Inoltre con la Mediazione non si torna più indietro, saranno sempre più le Materie obbligatorie e/o Demandate in Mediazione Civile e Commerciale. Per info: www.omci.org La mediazione è uno strumento introdotto per consentire alle parti di evitare le lungaggini e le spese che comporta un giudizio dinanzi al Tribunale. Per tale ragione l’ingiustificata partecipazione di una delle parti alla mediazione comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dal’art. 8 comma 4 del d.lgs. 28/2010 s.m.i.. e dall' ex art. 116 comma 2 C.P.C. Nell’applicazione di tale sanzione al giudice non è consentito nessuna ambito di discrezionalità né sull’an né sul quantum della sanzione, evitabile, partecipando semplicemente all'intero procedimento di Mediazione;

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Ultimo aggiornamento Sabato, Ottobre 06 2018
  
03
Ottobre
2018

Anatocismo, sì agli accertamenti anche in pendenza di rapporto bancario;

Cassazione civile, sez., VI, sentenza 05/09/2018 n° 21646

Sintesi: Prima della chiusura del conto corrente, il correntista può chiedere alla banca di svolgere accertamenti sull’esistenza di clausole anatocistiche.

E’ quanto chiarito dalla Corte di Cassazione sez. VI, con l'ordinanza n. 21646 del 5 settembre 2018.

Nel caso in esame, una correntista aveva evocato in giudizio l’Istituto di credito presso cui aveva aperto il conto, domandando l'accertamento della nullità di clausole anatocistiche dei contratti di conto corrente intercorsi tra le parti, l'accertamento del dare e avere relativo al conto in essere, con scomputo degli interessi anatocistici di cui all'articolo 1283 c.c., l'accertamento della somma versata alla banca a quel titolo, ed infine la condanna della banca alla ripetizione dell'indebito per le somme illecitamente riscosse.

Il Tribunale accoglieva parzialmente la domanda, ma successivamente, la Corte territoriale riformava la pronuncia impugnata, respingendo la domanda attrice. Secondo la Corte di merito il rigetto della domanda relativa all'indebito, riguardava anche le richieste aventi ad oggetto l’accertamento della nullità di clausole contrattuali e la rideterminazione del saldo, posto che esse dovevano intendersi strumentali all'accoglimento della domanda di condanna, non potendo "l'esame di queste ultime e l'interesse ad esse sotteso (...) essere isolato e (...) prescindere dalla richiesta restitutoria".

La Suprema Corte non ha condiviso le suddette argomentazioni.

In effetti, diversamente da quanto espresso nella decisione impugnata, secondo la Cassazione, il correntista, in assenza di rimesse solutorie da lui eseguite, ha comunque un interesse a che si accerti, prima della chiusura del conto, la nullità o validità delle clausole anatocistiche, l'esistenza o meno di addebiti illegittimi operati in proprio danno e, da ultimo, l'entità del saldo (parziale) ricalcolato, depurato delle appostazioni che non potevano aver luogo. Tale interesse rileva, sotto tre profili pratici, ovvero per l’esclusione, per il futuro, di annotazioni illegittime; per il ripristino, da parte del correntista, di una maggiore estensione dell'affidamento a lui concesso, siccome eroso da addebiti contra legem; ed infine per la riduzione dell'importo che la banca, una volta rielaborato il saldo, potrà pretendere a seguito della cessazione del rapporto.

Per tali motivi, la domanda di accertamento, oggetto di giudizio, prospetta, per il soggetto che la propone, un sicuro interesse, in quanto è diretta al conseguimento di un risultato utile, giuridicamente apprezzabile, che senza la pronuncia del giudice, non si può ottenere. In effetti, come osservato dalle Sezioni Unite della Cassazione, il correntista, sin dal momento dell'annotazione in conto di una posta, avvedutosi dell'illegittimità dell'addebito in conto, ben può agire in giudizio per far dichiarare la nullità del titolo su cui quell'addebito si basa e, di conseguenza, per ottenere una rettifica in suo favore delle risultanze del conto stesso: e potrà farlo, se al conto accede un'apertura di credito bancario, proprio allo scopo di recuperare una maggiore disponibilità di credito entro i limiti del fido concessogli (Cass. Sez. U. 2 dicembre 2010, n. 24418), in motivazione; nel medesimo senso, sempre in motivazione, Cass. 15 gennaio 2013, n. 798).

Pertanto, la Corte distrettuale avrebbe dovuto decidere sul merito delle domande di accertamento proposte, poiché l'acclarata insussistenza di rimesse solutorie non escludeva un interesse della correntista rispetto alle pronunce invocate. In conclusione, la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa alla Corte di appello competente, anche per le spese del giudizio di legittimità

Leggi L’Ordinanza qui:

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Ottobre 03 2018
  
28
Settembre
2018

Definizione di contratti bancari e finanziari ex art. 5, d. Lgs 28 del 2010: Materie obbligatorie per la Mediazione Civile e Commerciale;

Sintesi: Ai sensi di quanto previsto dall'art 5 d.lgs. n. 28 del 2010, ogni qual volta la controversia verte su contratti bancari e finanziari l'espletamento del tentativo di mediazione è obbligatorio in quanto condizione di procedibilità del giudizio. Per "contratti bancari e finanziari" devono intendersi tutti quei contratti la cui disciplina è contenuta nel codice civile, nel TUB e nel TUF. Il richiamo, dunque, non è estendibile anche alla materia del leasing immobiliare seppur a tale tipologia di contratto sono collegate finalità di finanziamento

Leggi qui L’ Ordinanza:

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Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 29 2018
  
25
Settembre
2018

Colpa medica: punibile il chirurgo che non si accorge dell'errore del collega;

Non è scriminato il chirurgo che non si accorge dell'errore del collega che abbia determinato lesioni gravissime al paziente. E' quanto emerge dalla sentenza della Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione del 4 settembre 2018, n. 39733. (Civilmente si ricorda che è Materia da Mediazione civile obbligatoria);

Il caso vedeva un medico chirurgo essere condannato per lesioni colpose per avere, in cooperazione colposa con un primo operatore dell'equipe medica, durante un intervento laparoscopico di rimozione di una cisti splenica, erroneamente realizzata una nefrectomia con asportazione del rene sinistro di un paziente minorenne. La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che, in tema di colpa professionale, in caso di intervento chirurgico in equipe, il principio per cui ogni sanitario è tenuto a vigilare sulla correttezza dell'attività altrui, se del caso ponendo rimedio ad errori che siano evidenti e non settoriali, rilevabili ed emendabili con l'ausilio delle comuni conoscenze scientifiche del professionista medio, non opera in relazione alle fasi di intervento in cui i ruoli e i compiti di ciascun operatore siano nettamente distinti, dovendo trovare applicazione il diverso principio dell'affidamento per cui può rispondere dell'errore o dell'omissione solo colui che abbia in quel momento la direzione dell'intervento o che abbia commesso un errore riferibile alla sua specifica competenza medica, non potendosi trasformare l'onere di vigilanza in un obbligo generalizzato di costante raccomandazione al rispetto delle regole cautelari e di invasione negli spazi di competenza altrui (Cass. pen., Sez. IV, 20 aprile 2017, n. 27314). Tale principio risulta coerente con l'insegnamento in base al quale l'obbligo di diligenza che grava su ciascun componente dell'equipe medica concerne non solo le specifiche mansioni a lui affidate, ma anche il controllo sull'operato e sugli errori altrui che siano evidenti e non settoriali, in quanto tali rilevabili con l'ausilio delle comuni conoscenze del professionista medio.

L'art. 590-sexies c.p., introdotto dalla L. 8 marzo 2017, n. 24, art. 6, prevede che qualora l'evento lesivo si sia verificato in ambito sanitario, a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida ovvero le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che risultino adeguate alle specificità del caso concreto. Nella fattispecie la particolare causa di non punibilità non può essere applicata al caso concreto posto che, da un lato, sono stati accertati a carico dell'imputato profili di colpa per negligenza esecutiva, per disattenzione nell'assolvimento dei compiti assegnati, in seno all'equipe medica, evenienza di per sé ostativa all'operatività dell'istituto. Dall'altro è stato evidenziato dai giudici di merito l'elevato grado di colpa medica, circostanza che esclude anch'essa l'applicazione della particolare causa di non punibilità.

 

Leggi la Sentenza intera qui:

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Ultimo aggiornamento Giovedì, Settembre 27 2018
  
22
Settembre
2018

Cosa accade a chi non si Presenta in Mediazione o a chi non finisce l'intero Procedimento senza giusta causa?

Tribunale di Padova, sentenza del 17/07/2018

La mancata partecipazione, senza motivo, al procedimento di mediazione, porta all'irrogazione nei confronti della parte che si rende protagonista di detto comportamento scorretto, di due diverse tipologie di sanzioni: da un lato, si tratta di una circostanza valutabile ai sensi dell'art. 116 c.p.c. Dall'altro, invece, ex art. 8, comma 5, D.Lgs. n. 28 del 2010, la parte viene condannata al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto per il giudizio. Inoltre il Giudice oltre la Condanna può rinviare le Parti a finire la Mediazione, cosa che accade ormai spesso, in questo caso Demandata. Tutte Le Parti dovranno aver pagato anche tutte le spese come da Regolamento e indennità. La mediazione è uno strumento introdotto per consentire alle parti di evitare le lungaggini e le spese che comporta un giudizio dinanzi al Tribunale. Per tale ragione l’ingiustificata partecipazione di una delle parti alla mediazione comporta l’irrogazione della sanzione pecuniaria prevista dal’art. 8 comma 4 del d.lgs. 28/2010 s.m.i.. Nell’applicazione di tale sanzione al giudice non è consentito nessuna ambito di discrezionalità né sull’an né sul quantum della sanzione, evitabile, partecipando semplicemente all'intero procedimento di Mediazione;

Leggi qui la sentenza integrale:

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Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 22 2018
  
13
Settembre
2018

Rc auto obbligatoria anche per auto stazionata su terreno privato;

Corte giustizia Unione Europea, Grande Sezione, sentenza 04/09/2018 n° C-80/17

La stipulazione di un contratto di assicurazione della responsabilità civile, relativa alla circolazione di un autoveicolo, è obbligatoria qualora il mezzo sia tuttora immatricolato in uno Stato membro e sia idoneo a circolare, a prescindere dal fatto che esso stazioni su un terreno privato, perché il proprietario non intende più guidarlo.

Inoltre, non è in contrasto con la normativa comunitaria, una legge nazionale che consenta al Fondo di garanzia di proporre un’azione, oltre che contro il responsabile del sinistro, anche verso la persona su cui gravava l’obbligo assicurativo per il veicolo che ha causato i danni, benché la suddetta persona non sia civilmente responsabile dell’incidente da cui sono derivati i danni di cui sopra.

Così ha statuito la Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, con la sentenza 4 settembre 2018, causa C-80/17. Nel Caso L’assicurazione venisse a sapere che è stato non è stato disdetto il contratto è stato fatto il pagamento RC con altre assicurazioni: L’assicurazione potrà attivare il procedimento di Contratti assicurativi Per non avere pagato il Canone (Materia obbligatoria). Lo potrà altrimenti fare Chiunque lo Venga a sapere. Etc.

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Ultimo aggiornamento Sabato, Settembre 15 2018
  
12
Settembre
2018

OMCI Iscritto al Ministero della Giustizia al n°ROM 251 e come Ente Formativo al n° 303, uno dei primi Organismi Nati seleziona Mediatori:

Stiamo selezionando, curriculum vitae et studiorum, per inserire nel nostro organico, la più Vasta gamma di Professionisti per ogni materia, Mediatori civili e commerciali in zone dove non abbiamo sedi, Mediatori Penale Qualificati, Mediatori Familiari, tutto questo per raggiungere la Massima  quello che in Sociologia si chiama l'insuperabile Vantaggio cioè: La Piena Soddisfazione dell’utente Finale, ovvero Le Parti: quasi tutti gli altri organismi hanno al proprio interno quasi solo Avvocati, noi abbiamo tutte le Figure o quasi, Specializzate per ogni singola Materia, solo cosi infatti Le Parti Potranno Avere risposte Veritiere e soddisfacenti per ogni singola Materia, dalla Stragiudiziale alla Giudiziale: per chi fosse avete ancora tempo basta inviare il vostro curriculum vitae et studiorum a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , in brevissimo tempo se il curriculum vitae et studiorum passerà sarete chiamati per un colloquio finale. Una volta eseguito e passati Potrete entrare nel nostro Organismo tra i primi Nati e La soddisfazione sarà anche Vostra, in quanto Omci è un Organismo che Valorizza tutti se Veramente preparati. Se interessati Fate quanto scritto sopra il più veloce possibile. Grazie e Un Saluto a tutti.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Settembre 12 2018
  
11
Settembre
2018

ALTRA RIFORMA SULLA MEDIAZIONE CIVILE OBBLIGATORIA: La Famiglia nel contratto di Governo, chi protegge i bambini?

Il contratto di governo tra Lega e M5S prevede, per i prossimo anno, una profonda riforma del diritto di famiglia, che oltre a Mettere Giudici specializzati sarà imperniata su 4 punti fondamentali: i bambini devono stare metà tempo con il papà e metà con la mamma, la c.d. "alienazione parentale" deve essere punita; bisogna sostanzialmente eliminare l'assegno di mantenimento; infine coloro che vogliono separarsi devono attivare un percorso di mediazione familiare. A una prima lettura sembra l'uovo di Colombo: se si prevede che i bambini dividano il loro tempo a metà tra i genitori, si eliminano i litigi; se si elimina l'assegno di mantenimento si fa un po' di giustizia sostanziale; la mediazione obbligatoria finalmente toglie un po' di lavoro agli avvocati che fanno solo litigare; l'alienazione parentale è una brutta cosa che deve essere repressa e dunque ben venga una punizione per i genitori cattivi. La Riforma è stata Annunciata oggi su tutti i Tg. E così la Mediazione familiare obbligatoria, con costi accessibili a tutti anche e soprattutto grazie al Credito d'imposta, che ridà ai cittadini, una buona parte di soldi spesi, avrà un’altra materia Obbligatoria e molte altre in arrivo.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì, Settembre 12 2018
  
07
Settembre
2018

E anche la Mediazione Penale sta per arrivare; Mediazione penale: lo schema di D.lgs all’esame della Camera;

Alla Camera dei deputati, lo schema di decreto legislativo

 

Senza dubbio farà storcere il naso a molti l'idea che vi possa essere una mediazione in campo penale. L'idea di reato e di pena sono concetti forti, particolarmente radicati nella mentalità comune e, soprattutto, degli operatori di settore.

Tuttavia, quella della giustizia ripartiva è una via battuta da anni anche in riferimento a situazioni particolarmente segnate da violenza: un esempio su tutti quello del Sudafrica, dove la "soddisfazione" dei parenti delle vittime dell'apartheid passava proprio dall'incontro/confronto diretto con i carnefici dei propri cari.

Lo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Governo e oggi all'esame della commissione Giustizia della Camera ha mire ben più limitate. Ma forse, e forse anche per questo, non meno importanti.

L'intento dell'introduzione di questo strumento è quello di affiancare alla "tradizionale" impostazione della legislazione penale una modalità di ricostruzione del rapporto fra individui, a valle di un torto commesso. Il primo articolo del testo assai esplicitamente richiama la finalità di "comporre il conflitto".

Punto cardine del meccanismo è la piena libertà di adesione al procedimento di confronto.

Oltre a ciò, si prevede che la mediazione avvenga sempre sotto la guida di mediatori professionalizzati.

Le modalità concrete in cui l'istituto potrà operare sono varie.

Per adesso, vengono previste tre diverse tipologie di procedimento:

una mediazione per così dire diretta fra reo e vittima;

una mediazione fra un reo e una vittima di altro analogo reato;

una mediazione svolga in modo collegiale, fra gruppi di rei e gruppi di vittime.

Per adesso, al di là della fase procedimentale in cui si trova il decreto legislativo, siamo ancora in alto mare, e dovrà osservarsi come il testo attraversi i vari momenti che dovrebbero condurre alla sua approvazione, con possibili modifiche e integrazioni: ma si potrebbe confidare che in meno di quanto si possa immaginare, il sistema della giustizia penale possa arricchirsi di uno strumento capace di trasformare radicalmente il rapporto fra Stato, vittima e reo. Una trasformazione, auspicabilmente, molto più segnante rispetto a quello dell'introduzione della mediazione civile.

(da Altalex, 6 settembre 2018)

QUI LA BOZZA DEL DECRETO LEGISLATIVO:

http://www.altalex.com/~/media/altalex/allegati/2018/allegati%20free/mediazione%20penale%20schema%20decreto%20legislativo%20pdf.pdf

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Ultimo aggiornamento Venerdì, Settembre 07 2018
  

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